NOVARA – Non si sa ancora dove fisicamente si siederanno nell’aula del Consiglio Comunale (lo deciderà nei prossimi giorni il presidente Dodo Brustia) ma è chiarissimo dove batte il loro cuore: «la nostra collocazione politica resta integra e coerente nel perimetro della coalizione di centrodestra e di leale sostegno al sindaco Canelli».
Il neonato gruppo di “Alleanza novarese”, formato dai “rivoltosi” Michele Ragno – già capogruppo di FdI – e dal suo vice Mauro Gigantino, oltre che da Maurizio Nieli, ribelle della prima ora, passato da tempo al gruppo misto – ha debuttato oggi ribadendo concetti che erano già chiarissimi.
Fedeli a Meloni, ma non “cortigiani” a Novara
Come Malpensa24 ha scritto subito dopo l’annuncio della rottura, e come hanno ribadito stamane Ragno, Gigantino e Nieli insieme a Luigi Laterza, presidente del consiglio comunale di Borgomanero e consigliere provinciale, non c’è da parte loro nessuna abiura ideale («ci riconosciamo pienamente nel partito nazionale in cui siamo stati eletti»), ma una forte contestazione della conduzione locale del partito.
«Non siamo più disponibili – ha detto Ragno – ad essere complici di precise logiche di potere omologate alla cosiddetta leadership locale in evidente contrasto sovente con l’interesse della comunità». Le parole sono taglienti: i “dissidenti” dichiarano di non voler «essere cortigiani, complici di meccanismi che esigono obbedienza invece che partecipazione, silenzio invece che confronto, fedeltà personale invece che lealtà istituzionale».
Con chi ce l’hanno?
Chi siano i bersagli dell’attacco dei neoconsiglieri di AN è chiaro anche ai bambini. Ma giusto per fugare ogni residuo dubbio, ecco nomi e cognomi.
Nieli attacca direttamente il senatore Gaetano Nastri – leader finora indiscusso seppure non intestatario di cariche formali di partito a livello locale – con una sorta di interrogativa retorica: «Secondo voi – dice – la consigliera regionale Daniela Cameroni sarebbe mai stata candidata nel listino blindato in Regione Piemonte, pur non avendo mai avuto precedenti esperienze politiche o amministrative, se non fosse stata la compagna del senatore Nastri?»
Gigantino invece concentra gli attacchi sul coordinatore cittadino Daniele Andretta accusato (senza essere nominato) evocando l’art. 9 del Regolamento di Amministrazione di FDI che prevede che il Coordinatore cittadino non possa ricoprire altri incarichi. «Ebbene – sottolinea – nell’ambito novarese la persona che ricopre tale incarico, da lungo tempo, è anche il Segretario Amministrativo Provinciale, un personaggio politico che, per 5 anni (dal 2016 al 2021) ha ricoperto il ruolo di consigliere comunale di minoranza, facendo una feroce opposizione al sindaco attualmente in carica».
La battaglia non è nelle amministrazioni
Molto chiaro anche il fatto che il “ring” sul quale il gruppo di Alleanza Novarese intende combattere il suo match non sia quello dell’amministrazione comunale di Novara. E neppure quello dell’amministrazione provinciale né il consiglio comunale di Borgomanero. Il nuovo gruppo rimane a pieno titolo una componente della maggioranza di centrodestra, senza rivendicazioni personali, almeno per il momento. «Non abbiamo – ha detto Ragno – attualmente alcuna ambizione di essere rappresentati in giunta, ma chiediamo al Sindaco una verifica della stessa giunta al fine di concludere il mandato elettorale nel migliore dei modi possibile».
Il messaggio anche in questo caso è chiaro: AN non si metterà di traverso, ma tiene gli occhi aperti su tutto. E non è difficile capire che il “periscopio” sarà puntato in particolare su alcuni esponenti in quota FdI della giunta che già in passato sono stati oggetto delle “attenzioni” dei tre oggi fuoriusciti. Su tutti Ivan De Grandis e Giulia Negri.
Il sindaco: «Corretti, collaborativi e costruttivi»
Alla disponibilità dei tre di AN Canelli ha risposto a stretto giro con una non irrilevante apertura di credito. Premettendo di non voler entrare nelle dinamiche interne degli altri partiti, il sindaco sottolinea: «Conosco Ragno, Gigantino e Nieli come persone con le quali ho sempre lavorato bene, persone corrette, collaborative e costruttive. E non ho dubbi che con loro le cose continueranno ad andare così. Anche perché hanno riconfermato la loro adesione al programma della nostra amministrazione» . E aggiunge rispetto alla richiesta di verifica della giunta: «Io l’attività della giunta la verifico costantemente. Continuerò a farlo, sentendo i gruppi consiliari che si sono arricchiti di questo nuovo gruppo»
Madrine e padrini?
Dall’interno di FdI non ci sono reazioni ufficiali. Dalla cerchia di Gaetano Nastri però, l’accusa più diretta ai dissidenti è quella di essere eterodiretti da Marina Chiarelli, ex “reginetta” di FdI portata a suon di preferenze in Regione, oggi “scaricata” e alla ricerca di un suo personale “ubi consistam”. La prova provata di questo, sarebbe il fatto che Luigi Laterza è componente dello staff dell’assessore, «un suo dipendente» dice una voce molto vicina al Senatore Questore.
L’accostamento a Chiarelli è respinto abbastanza sdegnosamente. “Smentisco categoricamente – ha detto Gigantino – di essere stato “influenzato” da chiunque nella decisone di aver dato vita a questo nuovo soggetto politico». «Non sono e non sarò mai una persona che si lascia influenzare da altri – aggiunge – soprattutto da chi non ho sostenuto (a differenza della totalità dei miei “ex compagni di viaggio”) alle elezioni regionali del 2024. Io ho sostenuto “da solo” il candidato Michele Ragno».
La questione del tesseramento
L’altra reazione del partito riguarda un tema tecnico ma anche politico. Secondo quello che fa sapere attraverso vari canali informali il coordinatore regionale Fabrizio Comba Fratelli d’Italia Ragno, Gigantino, Nieli e Laterza sarebbero già di fatto fuori dal partito. Lo si evince dall’ articolo 3 dello statuto di FDI che dice esplicitamente: “Gli iscritti hanno il dovere di aderire ai gruppi di Fratelli d’Italia – Alleanza Nazionale nelle assemblee elettive di ogni livello, quando non diversamente indicato dai competenti organi politici.” E subito dopo stabilisce anche un divieto esplicito: “Gli iscritti hanno il divieto, se eletti, di lasciare il gruppo di Fratelli d’Italia – Alleanza Nazionale ed iscriversi ad altri gruppi”. Non ci sarebbe quindi neppure bisogno di una procedura di espulsione. E in ogni caso sulle iscrizioni on line è previsto il benestare del segretario provinciale. Che evidentemente non ci sarà
Orizzonti nuovi o il ritorno ai lidi aviti?
La domanda che tutti si pongono è quella sul destino futuro di questo gruppo.
C’è chi li indica come vocati ad un approdo “vannacciano”, ma l’ipotesi è stata smentita seccamente ancora oggi da Nieli. Non confermato neppure lo scenario se non di una confluenza almeno di una “federazione” con Forza Italia.
Quello che appare più probabile almeno in prima battuta è che Alleanza Novarese possa proporsi come catalizzatore di tutti gli scontenti di oggi e di ieri dentro FdI e esercitare una sorta di “richiamo della foresta” nei confronti di ex militanti dalle radici missine. Non casualmente alla conferenza stampa di questa mattina hanno assistito Federico Binatti e Rosa Criscuolo che a Trecate stanno seguendo una strada simile, ma anche Dino Giuliano, assessore all’istruzione nella giunta Giordano, poi caduto in disgrazia e Giuseppe Lentini, segretario provinciale del sindacato di destra UGL.
Ma questa storia è ancora tutta da scrivere
