Nidi a Novara, CGIL attacca sull’esternalizzazione del “Panda”

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(Immagine di repertorio)

NOVARA – Nubi tempestose sui servizi all’infanzia a Novara. Al centro della vicenda c’è il nido Panda, storica struttura comunale che l’amministrazione ha deciso di esternalizzare. Una scelta che ha innescato la dura reazione della CGIL, pronta a dare battaglia con una mobilitazione che coinvolgerà personale e famiglie.

L’attacco del sindacato: «Bastavano cinque assunzioni»

La posizione della CGIL è netta: il passaggio del “Panda” a una gestione esterna rappresenta un «arretramento inaccettabile del pubblico». Sebbene il sindacato riconosca il valore dell’intesa raggiunta per tutelare l’attuale organico, la critica resta ferma sulla mancata programmazione.

«La decisione poteva essere evitata – spiegano i rappresentanti dei lavoratori –. Sarebbe bastato prevedere l’inserimento di sole cinque educatrici per preservare un patrimonio di professionalità costruito negli anni». Il sindacato solleva poi il paradosso dei fondi PNRR: «Si finanziano muri nuovi e moderni, ma non ci sono i fondi per il personale. Il rischio è creare nidi di serie A e di serie B».

Le richieste alla Giunta sono chiare: fermare l’iter per il Panda e impegnarsi a riportare sotto gestione pubblica (reinternalizzare) almeno uno dei due nuovi nidi realizzati con il PNRR durante il prossimo appalto.

La replica dell’assessore Negri: «Scelte di responsabilità, non ideologiche»

Non si è fatta attendere la risposta dell’assessore all’Istruzione, Giulia Negri, che invita a ricondurre il dibattito su un piano di «equilibrio e realtà». Per l’esponente della Giunta, non è in corso alcuna svendita: «Il servizio resta pubblico nella funzione, nella programmazione e nella responsabilità dell’Ente. Le modalità organizzative servono a garantire continuità e sostenibilità».

L’assessore ha poi puntato il dito sui vincoli normativi nazionali che bloccano le assunzioni nei Comuni: «È un tema noto che riguarda tutta Italia. Dobbiamo operare con senso di responsabilità per ampliare i servizi e abbattere le liste d’attesa senza metterne a rischio la tenuta complessiva». Negri ha rivendicato il lavoro fatto per consolidare l’organico esistente e ha ribadito che la priorità resta dare risposte concrete alle famiglie novaresi.

Al via la mobilitazione: le date

Il braccio di ferro, però, si sposta ora fuori dal palazzo del Comune. Educatori ed educatrici hanno infatti annunciato un calendario di proteste: domani, 24 aprile è stato organizzato un volantinaggio informativo davanti a tutti i nidi comunali della città, mentre il 28 aprile si terrà una assemblea aperta dedicata alle famiglie, per illustrare le preoccupazioni del sindacato sul futuro dei servizi educativi.

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