NOVARA – C’è chi si è già laureato “esperto del caffè”, chi è il maestro indiscusso dei cappuccini e chi sforna brioche e focacce che vanno a ruba. Ma dietro quel bancone c’è molto di più di una semplice pausa pranzo.
Negli spazi di Novamont, la società di Versalis (Eni) leader nella bioeconomia con sede a Novara, ha preso vita Caffè AUTentico: un progetto unico nel suo genere che trasforma il bar aziendale in un motore di inclusione lavorativa e sociale per persone autistiche.
Un’alleanza per il territorio
Il progetto non è solo un’iniziativa isolata, ma il frutto di una solida rete locale. È stato realizzato dall’azienda novarese insieme all’Associazione per l’autismo Enrico Micheli, ad ANGSA Novara e Vercelli (Associazione Nazionale Genitori Soggetti Autistici) e alla Cooperativa Gerico, già nota sul territorio per il progetto “L’Orto in Cucina” (che unisce ristorazione, housing sociale e agricoltura sostenibile).
A dare la spinta decisiva è stato il programma Interreg 2021-2027 Italia-Svizzera, cofinanziato dall’Unione Europea, all’interno del piano “Autismo al Lavoro”.
L’obiettivo? Abbattere barriere che sembrano ancora insormontabili: se in Europa il tasso di occupazione delle persone autistiche resta drammaticamente sotto il 10% (in Italia si attesta intorno al 20%), Caffè AUTentico risponde creando un contesto protetto ma reale, capace di coniugare formazione, autonomia e dignità professionale.
Il modello: sei ragazzi tra bancone e autonomia
Il cuore del progetto batte grazie a sei ragazzi di età compresa tra i 18 e i 40 anni. Il loro è un percorso graduale e personalizzato: affiancati passo dopo passo da tutor professionali e terapisti, imparano i segreti del mestiere e gestiscono le relazioni con i clienti in un contesto aziendale vero e proprio.
Ma la vera svolta sta nel coinvolgimento a 360 gradi: anche i dipendenti di Novamont sono stati formati per interagire in modo consapevole, creando un clima di reale collaborazione. Il monitoraggio e la supervisione clinica sono invece affidati all’Associazione Enrico Micheli, che garantisce il benessere costante dei partecipanti.
Le voci dei protagonisti
Priscila Beyersdorf Pasino (Presidente di ANGSA Novara Vercelli):
«L’inclusione lavorativa delle persone con disturbo dello spettro autistico rappresenta oggi una delle principali sfide sociali e sanitarie. Nonostante molte di loro possiedano competenze cognitive e operative significative, i dati evidenziano una forte sottorappresentazione nel mercato. I primi risultati di Caffè AUTentico confermano l’efficacia del modello: registriamo un aumento delle capacità operative, relazionali e dell’autostima dei ragazzi coinvolti».
Giulia Gregori (Responsabile Systemic PMO, comunicazione e relazioni istituzionali di Novamont):
«Questo non è solo un bar, ma un vero e proprio percorso verso l’inclusione e la valorizzazione di tutte le diversità, in dialogo con le comunità locali. Con Caffè AUT abbiamo voluto creare uno spazio per le persone Novamont che rendesse concreta la nostra visione di bioeconomia circolare, responsabilità sociale e collaborazione. Un luogo capace di offrire ai ragazzi un contesto strutturato in cui sperimentarsi e valorizzare le proprie competenze».
Un esempio da replicare
Con questa iniziativa, Novamont e i partner del terzo settore dimostrano che un modello di economia civile e inclusiva non solo è possibile, ma genera valore umano e sociale per tutta la comunità aziendale. Caffè AUTentico si candida così a diventare un esempio concreto e replicabile, un faro di innovazione sociale per tutto il quadrante del Nord-Ovest.
