NOVARA – Franzoni si stupisce, e ci resta pure un po’ male. Per lei la Cooperativa Comunità Giovanile «ha fatto lo sgambetto alla comunità».
La decisione dell’azienda, che gestisce già le piscine del centro sportivo del Terdoppio e aveva dato la disponibilità a prendere in carico anche la palestra di fitness per tre mesi in attesa della gara unica d’autunno, di non dare più seguito alla prima manifestazione di interesse, l’ha lasciata – come si suol dire – con il naso in mezzo alla faccia.

La Pec arrivata prima della risposta in consigio
Giovedì pomeriggio, rispondendo ad una interrogazione della consigliera del Pd Milù Allegra aveva ostentato sicurezza: la soluzione era a portata di mano.
«Peccato – sottolinea affondando la lama nel burro il capogruppo dem Nicola Fonzo – che la PEC con la quale l’operatore comunicava l’indisponibilità a presentare l’offerta fosse arrivata pochi minuti prima: alle 12.00»
Insomma, un’altra gatta da pelare. Perché la palestra è chiusa e per ora non ci sono soluzioni a portata di mano.
Fonzo attacca: «Sapevano da oltre un anno»
«Non era un mistero – maramaldeggia Fonzo – che al 30 giugno il precedente gestore se ne sarebbe andato, né che ci sarebbe voluto del tempo per consentire il passaggio tecnico e amministrativo dal vecchio al nuovo gestore. Lo si sapeva da oltre un anno».
«La Giunta – aggiunge – aveva portato in fretta e furia una delibera in Consiglio comunale il 24 giugno scorso “per scongiurare la chiusura della palestra”. Però aveva atteso fino al 30 giugno per approvare il provvedimento, che consentisse un ampliamento del servizio a chi si occupa delle piscine».
«Un imprenditore è libero di scegliere»
«Ora – prosegue Fonzo – l’assessore allo sport Elisabetta Franzoni, che sta portando a termine (si fa per dire) l’ottimo (è un eufemismo) lavoro del suo collega di Giunta e di partito De Grandis, se la prende con la cooperativa che non ha partecipato alla gara. Ma guarda un po’: un imprenditore è libero di aderire o meno a un’offerta».
«Chi invece ha degli obblighi precisi nei confronti della città – sottolinea ancora il capogruppo – è la Giunta, in primis con il Sindaco, che persiste nel difendere il disastro della gestione dello sport e di chi ne è responsabile».
Sullo sfondo anche un aspetto economico non secondario:: il mancato introito della palestra avrà delle ripercussioni sulle casse municipali.
Franzoni: «Se cambiano idea…»
Che il momento sia complicato lo testimonia anche il fatto che l’assessore, parlando con Malpensa24, sembra moderare i toni delle dichiarazioni nei confronti della cooperativa. Meno risentimento e più dispiacere.
E pure una speranziella in fondo al cuore: «Se dovessero ripensarci e cambiare idea – ci dice l’assessore – noi siamo qui. L’atto di indirizzo che avevamo adotatto era basato sulla loro disponibilità. Quindi…»
Nel frattempo, a caccia di un gestore
Poiché l’ipotesi di un ripensamento è davvero molto remota, il Comune sta nel frattempo provando a trovare un’altra soluzione. «Abbiamo contattato – spiega Franzoni – diversi gestori di palestre sul territorio, e stiamo valutando alcune offerte. Una in particolare potrebbe essere adeguata alle nostre esigenze»
La corsa – per stare nella metafora fitness – è di quelle da strozzare il fiato in gola. E nessuno sa si arriverà al traguardo…
