NOVARA – Guardate con sufficienza per la partecipazione al voto molto bassa (alla fine hanno espresso la propria preferenza 2.936 elettori su oltre 75 mila aventi diritto), considerata da molti deludente. Criticate per il “flop” del sistema di voto tramite web. Additate per la scarsa pubblicizzazione da parte del Comune a causa della quale pochi cittadini sapevano e pochi hanno votato.
Le Consulte di quartiere sono partite
Sta di fatto che le nuove Consulte di Quartiere, elette a fine novembre e entrate effettivamente in attività con una prima riunione dei portavoce con il sindaco e il presidente del Consiglio Comunale, sono ormai una realtà effettiva nello scenario della vita sociale (e anche politica) della città di Novara.
Rianimare dal basso la partecipazione
Ne abbiamo parlato anche al bus di Malpensa 24 lo scorso sabato a Novara, dando uno sguardo a questa realtà pensata per rianimare dal basso la partecipazione, dopo l’abolizione per legge dei quartieri così come erano stati attuati a Novara dalla fine degli anni ’70 fino al 2011.
A rappresentare idealmente questa “nuova partenza” è venuto a trovarci Erminio Mancin, 22 anni, il più giovane tra i portavoce eletti nella consultazione digitale.
Mancin: «a 22 anni al lavoro per il quartiere dove sono nato e cresciuto»
Una presenza che ha assunto un valore simbolico proprio per la giovane età e per la disponibilità manifestata a mettersi in gioco in uno dei quartieri più grandi della città e anche dei più complicati, «Il mio quartiere – ci ha detto il portavoce – è il più grande della città, ha circa 14.000 abitanti e la maggior parte di essi non ha la cittadinanza italiana. La prima questione che ci si pone è quindi quella di superare le barriere sociali».
Un impegno mosso dalla convinzione «che il mio quartiere potesse effettivamente crescere potesse migliorare sempre di più, perché ha tantissime potenzialità che non sempre sono state valorizzate»
E con la parola d’ordine della “voglia di fare” la navigazione è cominciata.
