Novara, il “mostro” incombe sulla Tari: polpetta avvelenata per il dopo Canelli

Novara rifiuti tariffa Arera

NOVARA – Un aumento leggero, quasi impercettibile per il 2026 (+0,97%). Ma dietro i numeri del nuovo Piano economico finanziario del servizio di raccolta  rifiuti approvato ieri pomeriggio dal consiglio comunale di Novara si nasconde una vera e propria bomba a orologeria a lungo termine.

È la scomoda eredità che il sindaco Alessandro Canelli si appresta a lasciare a chi siederà a Palazzo Cabrino dopo di lui: il rischio concreto di un’esplosione delle tariffe della spazzatura causata dalle nuove regole nazionali imposte da Arera.

Un paradosso. Perché da oltre vent’anni – e il merito va riconosciuto a tutte le amministrazioni di ogni colore politico che si sono succedute – Novara è un modello di virtuosità nella gestione dei rifiuti. Eppure, proprio mentre la città si avvicina al traguardo storico della tariffazione puntuale, il vento che soffia da Roma rischia di spazzare via i sacrifici dei novaresi.

I numeri del 2026: rincari contenuti

Presentato dall’assessora al Bilancio Silvana Moscatelli, il Piano economico finanziario 2026 fotografa un costo complessivo del servizio che supera i 23 milioni di euro. Di questi, il Comune riesce ad assorbirne circa 3 direttamente dal proprio bilancio (tra agevolazioni e contributi), lasciando da coprire con la Tari una quota di 21.822.451 euro per l’anno in corso, destinata a salire a 22,3 milioni nel 2027.

La “platea dei paganti” è composta da 51.534 utenze domestiche e 6.237 attività economiche. Rispetto al consistente aumento del 2025 (+3,5%), quest’anno l’incremento – che sarà come detto dello 0,97% – concede un po’ di respiro ai cittadini.

Andrà ulteriormente meglio poi nei quartieri dove è già attiva la raccolta puntuale (Pernate, Bicocca, Sud, Lumellogno, Ovest, San Martino, Santa Rita e dal 2027 Sant’Agabio) per i quali arrivano sconti tra il 3% e il 5,5%.

«Completare l’attuazione della raccolta puntuale»

Proprio il tema dell’applicazione dei vantaggi derivanti dagli effetti della raccolta puntuale, ha mosso le osservazioni dell’opposizione (che alla fine si è astenuta nel voto sulle due delibere).

Il fatto – è stata questa la considerazione dei rappresentanti di Pd e Movimento 5 Stelle – è che la raccolta puntuale nella maggior parte dei quartieri esiste già, ma la tariffa puntuale non è ancora nata.

«Per questo – ha sottolineato Fonzo – i risparmi vengono divisi in parti uguali tra i residenti nei quartieri dove la raccolta è già avviata. Mentre il principio della raccolta puntuale è che chi è più bravo nella differenziazione paga di meno». Da qui l’esortazione a completare al più presto l’attuazione del nuovo sistema.

Anche perché c’è un grande rischio dietro l’angolo

La “pentanomia” che minaccia la virtuosità

La parte finale del dibattito ha portato l’aula a guardare ai prossimi annim, e ha fatto emergere una forte preoccupazione.

Novara ha investito cifre importanti sulla tecnologia della raccolta puntuale per applicare il principio del chi meno inquina, meno paga. Oggi la città è  in Italia nella “top ten” delle tariffe più basse.

Ma Arera (l’Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente) è pronta a rimescolare le carte con il terzo periodo regolatorio 2026-2029.

Non è il primo caso in cui l’Agenzia ha influito anche pesantemente sui costi sostenuti dai cittadini anche a Novara. Ma questa volta il rischio è davvero grave.

L’obiettivo dell’Authority è traghettare i Comuni, entro il 2028, dall’attuale tariffa “monomia” a una complicatissima struttura “pentanomia“.

Cos’è la tariffa “pentanomia”

Fino a oggi la Tari è sempre stata costruita come un’unica tariffa, divisa semplicemente tra costi fissi (come lo spazzamento delle strade) e costi variabili (legati all’effettivo smaltimento). Il nuovo modello imposto da Arera prevede invece la suddivisione del servizio in cinque diverse componenti di costo, ciascuna regolata da paletti rigidissimi.

Il pericolo, denunciato dalla maggior parte dei Comuni, è che questo labirinto burocratico finisca per scaricare una parte crescente dei costi fissi direttamente sulle utenze domestiche. Di conseguenza, il peso della componente variabile – l’unica legata ai comportamenti virtuosi dei cittadini – verrebbe drasticamente ridotto.

Tradotto in soldoni: anche il cittadino più ecologico rischia di vedere svanire i vantaggi economici in bolletta, penalizzato da un algoritmo che livella tutto verso l’alto.

La trincea di Canelli

Il sindaco Alessandro Canelli non lo nasconde ed erige la trincea, pur sapendo che la patata bollente esploderà pienamente nelle mani del suo successore:

«Essere stati tra i primi ad adottare la raccolta puntuale – ha detto il sindaco –  ci dà un vantaggio competitivo. Oggi siamo all’avanguardia e abbiamo sempre detto ai cittadini che chi differenzia di più pagherà meno».

«Ora stiamo discutendo duramente con Arera attraverso l’Anci: questa impostazione rischia di mettere in seria difficoltà molti Comuni che, come noi, hanno investito risorse e credibilità sulla tariffazione puntuale».

Come dire: nell’eredità di Canelli – malgrado lui – c’è una dose quasi letale di veleno…

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