Novara, all’ex Centro Sociale il cantiere si muove. Sarà un campus da 171 posti letto

Novara studentato centro sociale
IL nuovo studentato dovrebbe essere pronto per l'anno accademico 2028-2029

NOVARA – In viale Giulio Cesare qualcosa si muove: i ruderi del vecchio Centro Sociale nato negli anni 50 per dare una casa ai lavoratori immigrati dal sud, abbandonato e degradato per anni, è attualmente oggetto di un intervento di riqualificazione da 14,65 milioni di euro che la trasformerà in una nuova residenza universitaria gestita da EDISU Piemonte.

Nel pomeriggio di ieri per la prima volta dall’inizio dei lavori, è stato possibile entrare all’interno di un luogo che fa parte della storia della città e che ambisce a diventare parte del suo futuro.

Il progetto prevede il recupero di una superficie complessiva di 18 mila metri quadrati. La struttura, la cui apertura è programmata per l’anno accademico 2028-2029, metterà a disposizione degli studenti dell’Università del Piemonte Orientale (UPO) 171 posti letto, aule studio, una biblioteca, spazi comuni, una mensa e una lavanderia. Il piano include anche il ripristino dei servizi sportivi esistenti nel comparto, con la riqualificazione di piscina, campo da tennis, campo da calcio a cinque e campo da paddle.

Il sopralluogo con la stampa ha visto la partecipazione dell’assessore regionale al Diritto allo Studio Universitario Daniela Cameroni, del sindaco di Novara Alessandro Canelli, del vicepresidente della Provincia Andrea Crivelli, del rettore dell’UPO Menico Rizzi e del rappresentante di EDISU Federico Mazzaron.

Le dichiarazioni delle istituzioni

L’assessore regionale Daniela Cameroni ha espresso soddisfazione per l’andamento dei lavori, sottolineando che vedere il cantiere a pieno ritmo dimostra l’efficacia dell’investimento economico di EDISU a Novara. Secondo l’assessore, questo intervento restituisce alla comunità un’area degradata, trasformandola in una risorsa strategica per accompagnare la crescita e l’attrattività dell’Ateneo.

Il rettore dell’UPO, Menico Rizzi, ha evidenziato che la ricettività rappresenta storicamente uno dei punti deboli del sistema universitario italiano. Questo studentato costituisce quindi una risposta strutturale e tangibile alla crescita della popolazione studentesca, avvicinando i servizi d’accoglienza della città agli standard europei grazie al lavoro d’intesa avviato con i partner istituzionali.

La genesi del progetto e la strategia sul mercato immobiliare

Il sindaco Alessandro Canelli ha ripercorso le tappe che hanno portato all’avvio dei lavori, ricordando le passate problematiche di sicurezza e degrado che caratterizzavano la zona. Inizialmente l’amministrazione comunale aveva valutato la strada di un Partenariato Pubblico Privato.

In un secondo momento, tuttavia, l’ottenimento di finanziamenti ministeriali e l’apporto di risorse regionali hanno permesso di optare per una riqualificazione interamente pubblica. Questa soluzione ha consentito di salvaguardare la storica funzione aggregativa della piscina di quartiere senza la necessità di inserire spazi commerciali per far quadrare i conti. Secondo le previsioni fornite dal primo cittadino, i lavori e i collaudi si concluderanno entro due anni.

L’intervento di viale Giulio Cesare fa parte di una pianificazione urbana più estesa. Il Comune punta infatti a raggiungere una quota complessiva di circa 500 nuovi posti letto a Novara attraverso il recupero di altre aree dismesse, tra cui l’ex sede Inpdap di via Monteverdi, l’area ex officine grafiche De Agostini e il comparto ex Olcese. L’obiettivo finale della municipalità è quello di incrementare la capacità ricettiva legata all’Ateneo e, di conseguenza, alleggerire in modo diretto la pressione sui prezzi che attualmente grava sul mercato locale degli affitti privati.

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