NOVARA – Se non è un evento addirittura “storico” per il Villaggio Dalmazia di Novara, di certo è una iniziativa molto lodevole, che chiude un’attesa durata decenni e restituisce valore alla memoria storica e all’identità del rione. Atc Piemonte Nord e Comune di Novara hanno riaperto ufficialmente la strada al riscatto degli alloggi di edilizia sociale presenti nella zona della periferia Sud, destinati in origine ai profughi giunti in città dopo l’esodo giuliano-dalmata negli anni Cinquanta.
La conferenza stampa in Comune
La novità è stata annunciata ufficialmente in Municipio alla presenza del sindaco Alessandro Canelli, del presidente di Atc Piemonte Nord Marco Marchioni e del presidente del Consiglio comunale Edoardo Brustia, che ha seguito passo dopo passo l’iter amministrativo. All’incontro hanno preso parte anche il viceportavoce della Consulta di Quartiere Sud Ermes Mantovani e il presidente dell’Associazione Giuliano Dalmati Flavio Lenaz.
Requisiti, costi e persone aventi diritto
L’operazione nasce da un complesso approfondimento normativo condotto dagli uffici dell’Agenzia territoriale per la casa, che ha permesso di superare i vincoli imposti dalla legge regionale sulle alienazioni degli immobili pubblici.
Le verifiche effettuate hanno individuato 29 persone aventi diritto, tra profughi ed eredi che rientravano nello storico nucleo familiare convivente.
Per poter procedere all’acquisto dell’immobile, i richiedenti dovranno possedere i requisiti previsti per l’assegnazione degli alloggi Erp e risultare regolarmente in regola, senza pendenze o morosità con Atc. Il prezzo di acquisto ammonterà al 50 per cento del costo di costruzione.
Negli anni Cinquanta il quartiere accoglieva ben 302 famiglie di esuli, mentre oggi la presenza si è dimezzata, lasciando diversi appartamenti vuoti. Le comunicazioni ufficiali alle famiglie interessate stanno partendo in queste ore.
Preservare l’identità e la memoria del quartiere
Il presidente di Atc Piemonte Nord, Marco Marchioni, ha evidenziato come il quartiere Dalmazia sia riconosciuto dalle istituzioni come un vero e proprio simbolo della memoria cittadina. L’obiettivo primario dell’ente è favorire la proprietà privata per tutelare il tessuto sociale originale ed evitare che l’area perda la sua connotazione identitaria.
Sulla stessa linea il sindaco Alessandro Canelli, che ha sottolineato come la misura risponda a un’attesa pluriennale sollecitata con forza sia dal quartiere sia dall’Associazione Giuliano Dalmati. Il primo cittadino ha rimarcato l’importanza di permettere a queste famiglie di acquisire la casa in cui vivono da generazioni, completando un percorso storico iniziato nel secondo dopoguerra.
I nuovi progetti: museo, chiesetta e oratorio
Accanto al riscatto degli alloggi, il sindaco Canelli ha annunciato un piano di valorizzazione per il Villaggio Dalmazia. Tra i progetti in cantiere rientrano l’assegnazione di uno spazio all’Associazione Giuliano Dalmati per la realizzazione di un piccolo museo permanente, la trasformazione della vecchia chiesetta in un luogo iconico (di cui verrà conservata la storica facciata) e le iniziative sostenute dal progetto finanziato da Fondazione Cariplo, che supporterà anche le attività dell’oratorio rionale.
