MILANO – Il nucleare civile in Italia non è più solo un’ipotesi accademica, ma un obiettivo politico con una scadenza precisa: il quadro giuridico completo entro la fine dell’anno. Lo ha annunciato il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, intervenendo a Milano alla rassegna “Futuro Direzione Nord” presso Assolombarda. Un impegno che il titolare dell’ambiente definisce una vera e propria “sfida personale” per garantire ai giovani e alle imprese italiane parità di condizioni rispetto ai competitor europei.
Il cronoprogramma legislativo
Il ministro ha tracciato una tabella di marcia serrata per superare il gap energetico che vede l’Italia penalizzata rispetto a paesi come Francia e Spagna, dove l’elettricità costa meno della metà grazie alla produzione atomica. Il percorso prevede il passaggio alla Camera entro fine maggio e al Senato entro luglio, per arrivare al via libera definitivo del Parlamento subito dopo l’estate. “La mia intenzione è avere entro fine anno tutte le norme attuative affinché il Paese disponga del quadro giuridico necessario per le scelte di investimento sul nuovo nucleare”, ha spiegato Pichetto Fratin.
Eccellenza italiana e competitività
Nonostante lo stop decennale, l’Italia ha mantenuto un primato tecnico di rilievo. Pichetto Fratin ha ricordato che il Paese è la seconda manifattura di materiale nucleare in Europa e guida Iter, il più grande progetto mondiale sulla fusione. “Siamo i secondi solo perché il mattone è in Francia, altrimenti saremmo al primo posto“, ha rivendicato il Ministro. Sul fronte immediato della competitività industriale, è stata annunciata una norma nel “decreto bollette”, attualmente al vaglio della Comunità Europea, che punta a parificare i costi energetici italiani a quelli della Germania, partner e competitor fondamentale per il motore produttivo del Nord.
Geopolitica e mercati: l’incognita prezzi
L’analisi del Ministro si è poi spostata sullo scenario internazionale, in particolare sulla crisi nello Stretto di Hormuz. Il bombardamento chirurgico degli impianti di liquefazione a Doha da parte dell’Iran ha creato uno squilibrio nell’offerta mondiale di gas che richiederà almeno un anno per essere riassorbito. “Per un po’ di tempo ci sarà uno squilibrio che porterà conseguenze sui prezzi, sui quali non possiamo incidere oltre essendo legati ai valori internazionali”, ha ammesso Pichetto Fratin. Una rassicurazione è arrivata però sugli stoccaggi in vista del prossimo inverno, favoriti da una stagione termicamente mite che ha permesso di continuare il pompaggio senza interruzioni.
Raffinazione e cherosene aereo
Un ultimo passaggio ha riguardato il settore della raffinazione, dove l’Italia vanta capacità discrete per quanto riguarda il cherosene aereo. La sfida europea sarà ora capire se il mercato potrà contare sulla riapertura del Golfo Persico o se dovrà virare verso il prodotto americano, che presenta caratteristiche tecniche differenti, condizionando ulteriormente la logistica energetica del continente.
