Nuova ferrovia, i miracoli sono altri

malpensa ferrovia miracolo

“Miracolo italiano”. Ci sta l’enfasi del consigliere delegato di Ferrovie Nord, Fulvio Caradonna, al taglio del nastro del nuovo tratto ferroviario tra Malpensa e Gallarate. Miracolo, esatto, per un Paese che non brilla per rapidità ed efficienza burocratica nella realizzazione delle opere pubbliche e che, a ridosso delle OIimpiadi di Milano/Cortina, dà via libera a cinque chilometri di strada ferrata, molti dei quali in galleria, per unire il Terminal 2 dello scalo della brughiera con la stazione da dove passano i convogli con destinazioni internazionali. Raccordo che risulterà utile ai passeggeri di Malpensa, soprattutto se provenienti dalla dirimpettaia Svizzera, i quali, evitando il “giro” del Tilo da Busto Arsizio (linea del Malpensa Express), guadagneranno diversi minuti grazie al percorso più breve.

Proprio indispensabile l’investimento milionario per realizzare la nuova infrastruttura? La risposta la dà indirettamente nel suo discorso il prefetto Salvatore Pasquariello: “E’ importante che ci sia una visione sul futuro”. Ecco, appunto, il futuro. E’ questa l’ottica che legittima l’intervento, in una prospettiva che guarda lontano, quando sarà potenziata anche la linea del Sempione e, soprattutto, quando verrà completato il quarto binario sulla Rho/Gallarate. Progetto ambizioso quanto necessario per la rete ferroviaria lombarda e per l’aeroporto, che già oggi supporta 31 milioni di passeggeri in un anno, non proprio un’inezia nel panorama aeroportuale italiano. Ciò a dire che esistono ampi margini per un ulteriore sviluppo di traffico aereo e di passeggeri, che va accompagnato con adeguate infrastrutture per la mobilità, con collegamenti più rapidi e diffusi (da Novara, per esempio, chiedono un aggancio ferroviario con la brughiera). Infrastrutture che tutti sperano siano sostenibili ma che, inevitabilmente, avranno, hanno già avuto, effetti negativi sull’ambiente.

Discorso che ci porterebbe lontano, tra le esigenze di crescita economica e occupazionale e la salvaguardia della qualità della vita. Un aspetto, questo della qualità della vita, che riguarda anche la quotidianità di chi usa il treno per le più disparate esigenze. Nervo scoperto dei servizi ferroviari locali, che Regione Lombardia e Trenord hanno tra le priorità a causa dei giornalieri ritardi e disagi per i pendolari. E allora, se le ferrovie hanno giusta attenzione per il completamento e il potenziamento di alcune linee essenziali, rimangono irrisolti problemi soltanto all’apparenza marginali. Come l’impossibilità per certi convogli in partenza da Varese di raggiungere Milano in un tempo decente, che non obblighi gli utenti a sobbarcarsi un viaggio di quaranta chilometri in una esagerazione di minuti, con tutte le conseguenze che ne derivano.

Questo per dire che l’evento del 22 gennaio (primo treno ufficiale in partenza all’alba del 23) non può restare un fatto a sé stante, che richiama il “miracolo italiano” che “riempie di orgoglio”(cit.), che serve per raccontare ai cittadini come enti pubblici e istituzioni siano belli, bravi, buoni e efficienti, ma poi ci sono treni che arrancano sui binari perché obsoleti o per la rete che non sostiene l’aumento del traffico. Il vero miracolo, ci verrebbe da dire, è avere i treni che finalmente viaggino senza i soliti intoppi. Sarebbe già tanto.

Ora è realtà: parte il primo treno dal T2 di Malpensa a Gallarate

 

malpensa ferrovia miracolo – MALPENSA24
Visited 412 times, 1 visit(s) today