SOMMA LOMBARDO – Primo cittadino dal 2005 al 2015, Guido Colombo è rimasto fuori dai giochi della politica di Somma Lombardo per anni, non partecipa ai tavoli del centrodestra, ma segue con attenzione ciò che sta accadendo nel serrato confronto interno per la scelta del candidato sindaco, una decisione ormai ristretta a due nomi: Manuela Scidurlo (Fratelli d’Italia) e Piercesare Iametti (Lombardia Ideale).
Guido Colombo, come giudica questo scontro interno al centrodestra sommese?
«Ritengo che la pazienza, la prudenza e l’umiltà sono fondamentali in politica, in un tempo in cui prevale piuttosto l’ansia di raccogliere anche localmente subito i frutti, di fare programmi che paghino subito in termini di consento, che permettano di fare bottino.
Vorrei ricordare che talvolta, ma non sempre, l’avanzata degli anni in politica comporta serietà crescente con l’abitudine al dialogo e alla correzione di linee esclusivamente troppo spesso interessate, troppo personalistiche, e poco producenti».
Il vertice di sabato mattina, che si è concluso con un nulla di fatto, rischia di demandare tutto al provinciale. Non teme che così venga delegittimata la leadership locale agli occhi dell’elettorato?
«Credo che quanto avvenuto quel sabato mattina non sia l’esempio di questa attenzione, soprattutto se si è in coalizione, se ci si sedie al tavolo con altre forze politiche per saper scegliere le cose essenziali, le cose fondamentali, o comunque le buone soluzioni indispensabili da sottoporre all’elettorato sommese per migliorare la convivenza e la qualità della vita nella nostra città».
Sbaglia secondo lei Fratelli d’Italia a imporre la propria candidatura come unica soluzione possibile?
«Sì. Lo considero un intervento “muscolare” più rivolto al proprio interno che verso gli altri partiti del centrodestra. Ma la grande virtù in politica, soprattutto per chi vuole dare le carte all’interno della coalizione rivendicando il consenso nazionale, è non perdere il senso dell’insieme, non fare inutili fughe in avanti, non imporre un proprio atteggiamento da dottrina Monroe; in politica non ci sono posizioni insanabili, ma l’irrigidimento e la contrapposizione le rendono più complesse. Il voto locale è diverso, ma qualcuno non ascolta».
Questo stallo che perdura da mesi può avvantaggiare gli avversari?
«Certamente, Stefano Aliprandini è un nostro concittadino con un alto senso civico e Dario Pulli una persona seria, preparata ed onesta che ha ricoperto la carica di Difensore civico e conosce la macchina amministrativa comunale. Ma prima di guardare agli altri dobbiamo concentrarci su noi stessi. Ciò che il centrodestra deve assolutamente evitare è una composizione forzata, rumorosa e non condivisa, che vinte le elezioni non sia in grado di correre ma solo camminare. E ciò sarebbe triste, per rilanciare competitività e sicurezza cittadina, semplificazione amministrativa e rilancio territoriale della nostra comunità».
Centrodestra di Somma, una settimana di tempo per trovare il candidato sindaco
