BUSTO ARSIZIO – Una nuova PET-TC da 2,2 milioni di euro per la medicina nucleare dell’ospedale di Busto Arsizio. «Fa gli esami meglio, con una risoluzione migliore del 60%, più veloci della metà, e con il 30% di dose di radiofarmaco in meno» sintetizza il primario di medicina nucleare Paolo Verga. E il sindaco di Busto Arsizio Emanuele Antonelli ricorda: «È la riprova che si avanti migliorando giorno dopo giorno anche in attesa del nuovo ospedale».
L’inaugurazione
«Un’attrezzatura all’avanguardia», come la definisce il direttore generale Daniela Bianchi. «Fa crescere il nostro ospedale». Il nuovo tomografo Pet-Tc full digital ha già effettuato circa 1300 esami ma è stata inaugurata oggi, 8 maggio, alla presenza del sindaco di Busto e del consigliere regionale Emanuele Monti, presidente della commissione solidarietà sociale, oltre che dei vertici di Asst Valle Olona. Ha dovuto dare forfait invece l’assessore regionale al welfare Guido Bertolaso, che è dovuto volare a Roma.
Dal passato al presente
Più performante, consente di utilizzare meno radiofarmaci e comporta meno radiazioni per i pazienti e il personale. Esegue una “Tac” total body in 16 minuti invece dei 32 minuti del precedente macchinario e permette così di eseguire il doppio degli esami nello stesso periodo di tempo. «È la quadratura del cerchio – sottolinea il primario Paolo Verga – in termini di esami performanti e veloci e comfort dei pazienti oncologici, già sofferenti, ma anche consumando meno radiofarmaci costosi». Per la medicina nucleare una conferma di una tradizione che affonda le sue radici negli anni ’50, quando l’ospedale di Busto Arsizio fu il primo centro europeo, ma anche della qualità del presente, con Busto Arsizio che è il secondo centro in Italia per l’innovativa Radioligand Therapy (RLT).
Il “vecchio” ospedale non resta indietro
Ma è anche – aggiunge il sindaco di Busto Arsizio Emanuele Antonelli – «l’ennesima riprova che, anche se c’è la prospettiva del nuovo ospedale, in quello “vecchio” si va avanti e si migliora giorno dopo giorno, fugando ogni timore che in attesa del nuovo non si investisse sul vecchio. Anche il costo di questo investimento, 2,2 milioni, merita attenzione». La genesi la ricorda il consigliere regionale Emanuele Monti: «Nasce dalle richieste della Direzione suffragate da un atto d’indirizzo di bilancio in Consiglio regionale per dare il segnale che verso ospedale nuovo non è che tutto si ferma».
Le voci
«L’acquisizione della PET-TC ha consentito alla Medicina Nucleare di garantire prestazioni ancora più performanti, migliorando la produttività e garantendo elevati standard sia di qualità che di sicurezza» queste le parole del Direttore Generale, Daniela Bianchi.
«Il macchinario di ultimissima generazione, che risponde appieno agli indirizzi regionali di ammodernamento tecnologico, è stato acquistato grazie a risorse regionali (poco meno di 2 milioni di euro) – prosegue il Direttore Sanitario, Francesca Crespi – un contributo ben indirizzato, se si pensa che la combinazione della tomografia con TC di ultima generazione consente di raggiungere un quadro clinico completo, con informazioni precise sulla natura, lo stadio e l’evoluzione della malattia. Durante e dopo i trattamenti».
«La Medicina Nucleare di precisione è uno dei tasselli più importanti nella lotta contro il cancro, così come lo è l’utilizzo di strumenti di ultima generazione; combinare macchinari all’avanguardia con nuovi approcci alla cura dei tumori – come la teranostica – ci consente di offrire opportunità di cura anche per quelle neoplasie che sono ancora considerate big killer – conclude il dottor Paolo Verga “Il nuovo tomografo PET/TC permette di ottenere immagini ad altissima risoluzione che risultano in diagnosi più precoci, accurate e tempestive; grazie ai tempi ridotti per effettuare l’esame e ad una minore dose di radiofarmaco somministrato, si riducono notevolmente anche i disagi per i nostri pazienti, soprattutto per quelli più fragili».
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