LONATE POZZOLO – «Oggi c’è un rigurgito antifascista». È la frase choc con cui l’assessore all’Urbanistica Mario Volontè infiamma il consiglio comunale di Lonate Pozzolo, chiamato a deliberare sull’ordine del giorno proposto dalla sezione Anpi di Ferno e Lonate sull’onda dell’indignazione per il raduno neonazista che lo scorso novembre ha portato 500 Hammerskins da tutta Europa nella tensostruttura del Cerello. «Non possiamo essere d’accordo nel limitare le idee delle persone. La Costituzione vieta la ricostruzione del partito fascista, non di esserlo. Io voglio garantire anche il fascista che si sente fascista, basta che non intenda ricostruire il partito».
La richiesta di Anpi
Nello specifico, l’associazione partigiani – con il testo recapitato a gennaio a tutti i capigruppo – chiedeva l’impegno del sindaco, e della giunta tutta, a «non concedere suolo e spazi pubblici a chi non garantisce il rispetto dei valori sanciti dalla Costituzione, professando o praticando comportamenti fascisti, razzisti, omofobi, transfobici o sessisti». Ma anche a «promuovere iniziative culturali per mantenere viva la memoria storica e porre all’attenzione, soprattutto delle nuove generazioni, l’affacciarsi di nuovi fascismi che mettono in discussione i princìpi democratici e la convivenza pacifica». Con un occhio al contesto nazionale e la richiesta di «interventi risolutivi» al Ministro degli Interni, per dichiarare simili organizzazioni come «illegittime».
«Non possiamo giudicare»
Un discorso semplice per Nadia Rosa (Uniti e Liberi): «Il testo non dice nulla di sconvolgente e afferma i valori della Costituzione». Più problematico, invece, tra i banchi della maggioranza. Soprattutto per Volontè, esponente dell’Udc. «Per noi i partigiani sono degli eroi», la doverosa premessa. «Ma a Predappio vanno ogni anno in raduno i “nostalgici” e non penso che il sindaco faccia qualcosa per evitarlo, anche se non condivide le idee. Non possiamo permetterci di giudicare manifestazione come “fasciste” solo perché non ci piacciono». Certo, nel caso di Lonate Pozzolo, dove il raduno ha visto braccia tese e voci unite al grido di “Sieg Heil”, risulta difficile giudicare con qualsiasi altro aggettivo (fatto salvo, ovviamente, per “nazista”). Ma Volonté non ci sta, e spiega che la sua è una battaglia per la libertà di pensiero: «Voglio garantire che anche il fascista possa sentirsi tale, fino a che non abbia intenzione di ricostruire il partito fascista». E, per concludere, arriva un colpo di mano: «Noi non possiamo fare i giudici. C’è appena stato un referendum per far sì che a giudicare fossero solo loro, e adesso ci mettiamo a dare sentenze noi?».
Dita puntate
Le argomentazioni, però, non hanno convinto la minoranza di centrosinistra. «Mi è venuto il vomito a sentir parlare di “rigurgito antifascista”», il commento di Melissa Derisi (UeL). «È delirante dire che il fascismo sia un’idea: il fascismo è un crimine. Ma non mi sorprende da un gruppo che in lista aveva un esponente con il tatuaggio “Sieg Heil”».
Il sindaco Elena Carraro, però, non accetta. E rilancia: «Questo è un intervento imbarazzante, perché lei era un membro del Cda della Pro Loco quando c’è stata la manifestazione. Doveva stare più attenta, e invece ha trovato più comodo scaricare le colpe sul presidente e su altre due persone».
Alla fine, tra le accuse reciproche, l’ordine del giorno non passa, trovando i soli voti a favore dei tre consiglieri di Uniti e Liberi.
Raduno neonazista alla Pro Loco di Lonate. Da tutta Europa al grido Sieg Heil
