OGGIONA CON SANTO STEFANO – Si è detto pronto a «far passare la parola alla cittadinanza» il sindaco di Oggiona con Santo Stefano, Franco Ghiringhelli. Dopo l’intervento a gamba tesa della Lega, che ha additato la vendita di Villa Colombo come una decisione «folle e antidemocratica», il primo cittadino ha confermato la volontà di alienare il bene, aprendo però alla possibilità di un referendum senza mettersi di traverso. Ma, anzi, offrendo il contributo dell’amministrazione comunale.
Convinti di vendere
«Sono in corso verifiche con il segretario comunale e, se possibile (riteniamo di si), spianeremo noi la strada al Referendum». Lo ha rivelato Ghiringhelli, che si è detto «così convinto» dalla bontà della vendita di Villa Colombo da essere pronto a rivolgersi alla cittadinanza.
Una certezza che matura da precise premesse. «Da oltre 24 anni la villa ospita organizzazioni deputate alla cura di pazienti disabili e vogliamo che questo prosegua in futuro», ha spiegato il primo cittadino. «Nulla cambierebbe per la cittadinanza in riferimento alla fruibilità. La stragrande maggioranza del parco e le Cascine non sono interessate dal progetto di alienazione e non ci sarebbe alcuna possibilità di nuove costruzioni». Ma non solo. «Il Comune incasserebbe dalla vendita una cifra importante (in nessun caso inferiore al milione di euro), non avrebbe più obblighi di manutenzione straordinaria e in caso di futura rivendita ci sarebbe una prelazione». Tutte ragioni per cui, ha spiegato, «non vediamo alcun motivo razionale per essere contrari all’operazione».
Il referendum
Nulla cambia, dunque, nella posizione della giunta, che si è pero detta disponibile a «verificare se una decisione a maggioranza qualificata del Consiglio Comunale possa essere sufficiente ad indire il referendum consultivo richiesto dal Comitato contro la vendita». Una soluzione che «comporterebbe dei costi che sarebbe stato meglio non dover sostenere», ma permetterebbe di risolvere la diatriba senza «continuare per mesi e mesi a polemizzare». E Ghiringhelli conclude: «Ovviamente, anche una volta indetto, varranno le regole di tutti i Referendum per quanto riguarda il quorum, ma la parola potrà passare, senza ostacoli da parte nostra, alla cittadinanza».
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