Oggiona dopo il caso Baggini. Minoranza per la sfiducia, il sindaco: «Siamo uniti»

Maggioranza e minoranza in una foto di repertorio: litigano in aula su Villa Colombo

OGGIONA CON SANTO STEFANO – «Contano i fatti, le azioni e il voto. Ora Stefano Baggini sia coerente e dopo questa retromarcia si esprima sempre contro la vendita di Villa Colombo, anche in consiglio comunale». Si può riassumere così il messaggio che il centrodestra – in opposizione – ha rivolto al vicesindaco, che di recente ha annunciato di essere contrario all’alienazione dello storico edificio. Tema che sta sollevando polemiche, sempre di più. Al punto che il gruppo guidato da Daniele Milani ha già inviato una mozione di sfiducia nei confronti del sindaco Franco Ghiringhelli. «Non è valida – replica la maggioranza di “Obiettivo comune” – in quanto non sottoscritta da almeno 5 consiglieri comunali. Quindi non verrà nemmeno discussa in consiglio». E il sindaco e il vicesindaco sottoscrivono insieme la nota in cui smentiscono qualsiasi «frattura» in seno alla maggioranza: «È una narrazione priva di fondamento, strumentalizzata per oscurare i risultati dell’amministrazione».

La mozione di sfiducia al sindaco. E l’affondo al vice

Si attende ancora che la mozione venga inserita al prossimo consiglio comunale, «ma intanto l’abbiamo inviata», conferma Milani. È il frutto di una battaglia, quella in difesa della Villa, che il centrodestra porta avanti dall’inizio: «Tanti sono i motivi contro la vendita, ma il sindaco continua sulla sua strada e a non ascoltare», riassume poi in chiusura di una nota diffusa dal gruppo Progetto Comune. Una comunicazione che parte dalle recenti dichiarazioni di Baggini: «Finalmente il vicesindaco ha fatto chiarezza sulle risorse dell’ente locale e ha dato voce pubblica al suo dissenso: ci sono e non ha bisogno di vendere la Villa». E ancora: «Già nell’assemblea pubblica del 6 novembre scorso, noi consiglieri di minoranza abbiamo messo in evidenza che il Comune ha sempre avuto un avanzo di amministrazione disponibile molto alto: quest’anno è di 530mila euro e può essere utilizzato per realizzare alcuni progetti».
Quindi, l’affondo a Baggini: «Ci rammarica vedere in consiglio comunale l’alzata di mano della maggioranza – compresa la sua – dove hanno votato tutti favorevoli alla vendita dei beni comunali e favorevoli a tutti i passaggi che portano alla vendita di Villa Colombo. Se il vicesindaco dissente a parole, deve anche avere il coraggio di votare contrario in aula. A lui chiediamo coerenza e che si esprima contro la linea politica del sindaco sulla vendita della Villa». Di più: «Ci chiediamo come mai questa retromarcia arrivi proprio ora: dopo che noi come minoranza, il comitato e tanti cittadini si sono dimostrati contrari alla vendita di villa Colombo. Magari anche alcuni dell maggioranza condividono l’opinione la sua opinione. Ma non si esprimono».

Tutte le domande

Ora ci sarà, comunque, il referendum, con un quesito definito «ambiguo». Per legge, invece, «deve essere chiaro. Ma il sindaco procede per la sua strada e aspetta di vedere che il quorum  non è stato raggiunto». Infatti, si domandano: «Come è possibile raggiungerlo quando ha deciso come data il 29 giugno, cioè un periodo di vacanze per molti? 1800 cittadini circa aventi diritto al voto come possono votare in un unico seggio in un solo giorno? Il sindaco ha predisposto questa strategia non ascoltando né la minoranza né il comitato».
Poi tutte le altre domande: «Perché ha deciso di vendere la Villa con un bando d’asta, ossia a un costo inferiore al suo valore attuale stimato dall’Agenzia delle Entrate di oltre un milione di euro? Perché i cittadini devono perdere soldi pubblici con un ribasso d’asta? Perché il sindaco insiste sulla vendita quando potrebbe partecipare ai bandi fondi Pnrr per poter avere finanziamenti? Perché non adegua il canone di affitto che la cooperativa Villa Santa Maria paga, inserendo nel nuovo canone anche la richiesta di alcune manutenzioni dell’edificio?».

“Obiettivo Comune” smentisce

A seguito della presentazione in data 27/05/2025 di una mozione di sfiducia da parte della minoranza, mozione per altro non valida in quanto non sottoscritta da almeno 5 Consiglieri Comunali e che quindi non verrà nemmeno discussa in Consiglio Comunale, desideriamo rispondere con chiarezza e fermezza a un’accusa che, purtroppo, si basa su presupposti infondati: quella della presunta frattura politica all’interno della maggioranza ed in particolare dello scontro tra Sindaco e Vicesindaco che, sebbene possano avere pareri diversi a riguardo di una singola operazione, cooperano attivamente per il bene della comunità.

Unità e Coesione Le affermazioni riguardo a una divisione interna non solo sono smentite dalla realtà dei fatti, ma vengono strumentalizzate per oscurare i concreti risultati raggiunti. In numerose riunioni settimanali e nei momenti decisionali più delicati, la maggioranza ha dimostrato un livello di dialogo costruttivo e di collaborazione che supera ogni ipotetica divergenza. Ogni confronto è sempre stato finalizzato al bene comune, e gli esempi concreti della nostra azione quotidiana attestano un forte senso di coesione e condivisione degli obiettivi. Su alcuni argomenti ovviamente è possibile che ci si instauri una discussione e si confrontino pareri diversi, ma poi la decisione della maggioranza del gruppo fa fede per tutti i Consiglieri.

Fatti Concreti e Risultati Tangibili Più che una mera retorica, il nostro operato si è tradotto in progetti, politiche e interventi che hanno avuto immediata rilevanza per la collettività. Questi risultati, frutto di un impegno collettivo e coordinato, testimoniano come qualsiasi ipotetica divergenza interna sia stata rapidamente superata in nome dell’interesse pubblico. L’accusa di una frattura politica risulta dunque non solo infondata, ma anche deviante rispetto al reale percorso compiuto dalla maggioranza. Il Vicesindaco, che ha anche deleghe molto importanti come i lavori pubblici e la sicurezza, ha la piena fiducia del Sindaco ed il suo operato si svolge nel solco degli indirizzi dati dal Sindaco e dalla Giunta.

Impegno per il Dialogo e la Trasparenza La nostra amministrazione ha sempre privilegiato il confronto aperto e costruttivo, ritenendo che la crescita di un’istituzione dipenda dalla capacità di affrontare e superare le differenze. Tale approccio ha permesso di rafforzare la fiducia reciproca e di mantenere alta la qualità delle decisioni prese per il bene dei cittadini. In questo contesto, la mozione proposta appare come uno strumento fuorviante che intende creare polemiche dove invece c’è unità.

Anche l’articolo recentemente apparso ha fatto un collage parziale e non coerente delle affermazioni del Vicesindaco che, nella parte conclusiva, dichiara chiaramente che la discussione interna non rappresenta affatto una frattura della maggioranza.

Concludendo, ribadiamo con fermezza che l’asserita frattura poltica all’interno della maggioranza è una narrazione priva di fondamento, che non trova riscontro nei fatti e nelle evidenze del nostro operato. Restiamo, come sempre, aperti al dialogo costruttivo e disponibili a fornire ulteriori chiarimenti su ogni aspetto della nostra gestione. Siamo certi che sapremo dare prova di questa unità d’azione durante tutte le future votazioni in Consiglio Comunale e non possiamo che ribadire il fatto che, avere un dialogo ed una discussione interna al nostro Gruppo non è affatto un elemento negativo, ma, al contrario, è linfa vitale di quella discussione che porta ad approfondimenti indispensabili per giungere alle decisioni corrette. Sindaco e Vicesindaco, che unitamente sottoscrivono questo comunicato, hanno lavorato, lavorano e continueranno a lavorare e collaborare in piena armonia per il bene del paese.

Oggiona, il vicesindaco Baggini fuori dal coro: «No alla vendita di Villa Colombo»

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