MALPENSA – Ancora prima di salire sulle piste da sci o di entrare nei palazzetti per gli sport sul ghiaccio, le Olimpiadi di Milano-Cortina cominciano a Malpensa. La porta d’ingresso, attraverso la quale gli atleti di tutto il mondo compiono il primo passo in direzione dei Giochi. E nello scalo se ne sono accorti, in questi giorni. Un passaggio continuo di bandiere e di colori. E poi ci sono gli stemmi, ognuno il suo. Che con orgoglio sono cuciti sulla divise degli sportivi. Ecco, cominciano le Olimpiadi.
Le Olimpiadi iniziano a Malpensa
Tutto parte in aeroporto, tutto parte a Malpensa. Non solo – ovvio – perché è letteralmente il luogo in cui sportivi di ogni nazione accedono all’Italia e, da lì, nelle varie sedi designate a ospitare le gare. Ma perché è proprio il posto in cui un atleta diventa a tutti gli effetti un concorrente iscritto: uno dei primissimi passaggi che vengono compiuti dalle squadre, una volta atterrate, è infatti quello di accreditarsi. Per l’occasione, quindi, sono stati allestititi dei punti in cui lo staff riceve i campioni. Da quel momento, cresce l’agonismo. Ma anche il senso di unione fra i popoli. Lo si respira all’interno dello scalo: tra i passeggeri, spiccano le sigle riportate sulle tute delle varie nazioni in gara. Spagna, Francia, Usa, Australia, Azerbaijan. E poi Giappone, Finlandia, Corea del Sud, Polonia, Canada, Lituania. E così via.
Giovedì, 5 febbraio, sono poi attesi i big delle istituzioni: dagli Stati Uniti atterrerà JD Vance, vicepresidente di Donald Trump. Ma arriveranno anche i Reali olandesi e Antonio Guterres, presidente dell’Onu. Oltre al primo ministro della confederazione elvetica.
L’area per gli strumenti
Già la settimana scorsa è partito il flusso olimpico, con il picco che è stato raggiunto il weekend. All’accoglienza, i circa 200 volontari che offrono il proprio sostegno alla logistica, oltre che nell’area preparata per raccogliere le attrezzature. Ed è qui spuntano sci e scarponi, ma anche pattini e mazze da hockey. Centrale, infatti, è la questione legata ai bagagli. Che non riguarda solo quelli personali degli atleti o quelli che contengono gli strumenti da gara. Ma anche tutto ciò che fa da “contorno”, fondamentale per la gestione quotidiana delle esigenze degli atleti, come lettini, medicine, cibo. E per i quali sono stati allestiti spazi appositi.
I numeri. E l’effetto Giochi
Un atleta che viene per sciare, ad esempio, in media ha tra i 20 e i 25 paia di sci, a cui si aggiunge tutto il resto dell’attrezzatura. In linea di massima, una squadra è formata da 210 atleti con 1100 bagagli, di cui 500 sono fuori misura. In totale, a Malpensa, si arriverà a gestire circa 5mila fuori misura, in un aeroporto che ogni giorno vede i lavoratori impegnati a lavorarne circa 300.
Si è registrato inoltre, l’effetto Giochi olimpici. Soprattutto per chi vive fuori Europa. Lo dimostrano i numeri, che sono schizzati per i voli su Milano (Malpensa e Linate) in particolare dal Canada (+300%), dagli Stati Uniti (+141%) e dalla Cina (+129%). Ma anche l’Australia (+30%). In Europa spicca l’Olanda (+142%), seguita dalla Finlandia (+94%) e dal Regno Unito (+42%). Lo riportano i dati preliminari di Dds, la piattaforma di riferimento della Iata.
La sicurezza
Nei giorni scorsi, inoltre, è partito anche il dispositivo interforze di ordine pubblico predisposto dal Questore di Varese Carlo Mazza, con il coordinamento della Prefettura di Varese attraverso il Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, finalizzato a garantire, appunto, l’arrivo in sicurezza delle delegazioni sportive che saranno impegnate per Milano – Cortina 2026.
Olimpiadi, arrivano i primi atleti a Malpensa. Parte il dispositivo di ordine pubblico
