Omicidio Tramontano, la mamma di Giulia chiede una pena esemplare

processo giulia tramontano
Nella foto Giulia Tramontano

MILANO – “ll mondo già non è un posto giusto all’altezza di queste due vite. In tutto questo orrore però ora è tempo che sia fatta giustizia e la giustizia in questi casi è una pena esemplare. Si ricomincia Giulia, si parlerà di te, di voi, di chi voleva gettarti come una caramella, ma tu per noi sei stata e sarai sempre la nostra ‘immensamente Giulia”. Sono le parole intrise di dolore di Loredana Femiano, madre di Giulia Tramontano, la 29enne uccisa al settimo mese di gravidanza dall’allora compagno Alessandro Impagniatiello, nel maggio 2023 a Senago (Milano), nel giorno in cui quest’ultimo torna in aula per il processo.

In aula è stata resa nota la relazione degli specialisti incaricati dalla Corte di Assise di Milano di valutare le condizioni psichiche dello stesso Impagniatiello, che a quanto emerso hanno ritenuto assolutamente capace di intendere e volere, mentre per la difesa soffrirebbe di un disturbo della personalità.

I periti: nessun segno di rimorso per l’ex barman

Colpita a tradimento con 37 coltellate, dopo essere stata avvelenata con un topicida, Giulia Tramontano è crollata per mano dell’uomo con il quale pensava di stare costruendo una famiglia. Lui, secondo lo psichiatra forense e il medico legale incaricati dalla Corte, non avrebbe manifestato alcun senso di colpa, nessun rimorso, mostrando una “scarsa risonanza emotiva”, e una emozionalità definita “fredda”.

Il delitto per “cancellare Giulia come buttare una caramella”

Impagnatiello ha parlato con gli specialisti in carcere, su richiesta della Corte d’Assise, ai quali ha raccontato di come si sarebbe sentito dopo aver ucciso Giulia, quando voleva “cancellare tutto, come se far sparire una persona fosse come buttare una caramella”, parlando degli “shock” subiti dopo aver appreso della gravidanza di Tramontano, mentre lui aveva una relazione parallela con un’altra giovane donna, a cui aveva raccontato un sacco di bugie.

Il 25 novembre prossimo la Corte d’Assise di Milano emetterà la sentenza a carico di Impagniatiello, accusato di omicidio volontario pluriaggravato, interruzione di gravidanza non consensuale e di occultamento di cadavere.

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