MILANO – Schiaffeggiate, afferrate per i capelli, insultate e persino abusate sessualmente durante le quotidiane manovre di igiene e cura personale. È il drammatico spaccato emerso da un’indagine dei Carabinieri del Nas di Milano e della Procura della Repubblica di Lodi, che giovedì 15 ottobre ha portato all’esecuzione di un’ordinanza interdittiva dal servizio nei confronti di tre operatori socio-sanitari lavoranti in una residenza sanitaria assistenziale della provincia milanese. Il provvedimento vieta ai tre indagati lo svolgimento della professione su tutto il territorio nazionale. Nel medesimo filone d’inchiesta risulta iscritta sul registro degli indagati anche una quarta operatrice, accusata di minacce aggravate ai danni dei degenze.
L’orrore quotidiano
Le indagini dei militari dell’Arma sono scattate a seguito di alcune segnalazioni e si sono avvalse dell’uso di microspie e telecamere nascoste posizionate all’interno dei locali della struttura. I riscontri audio e video hanno documentato un quadro di vessazioni fisiche e psicologiche gravi e sistematiche ai danni di quattro anziane ospiti, tutte in condizioni di totale non autosufficienza e impossibilitate a difendersi. Le violenze si ripetevano ogni giorno, in particolare nelle fasi di vestizione e allettamento, trasformando le routines assistenziali in un incubo scandito da urla, intimidazioni, percosse e schiaffi.
La contestazione di violenza sessuale
Il quadro penale a carico dei due operatori uomini si è rivelato ancor più grave rispetto a quello della collega. Oltre alle accuse di maltrattamenti e lesioni, i pm di Lodi contestano ai due la violenza sessuale con l’aggravante di aver agito abusando della propria posizione di autorità e dello stato di estrema fragilità delle vittime. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori del Nas, gli abusi e le percosse nelle parti intime avvenivano mentre i due operatori erano incaricati del lavaggio e della pulizia personale delle anziane.
L’intervento dei Nas
L’esecuzione della misura cautelare ha consentito di allontanare immediatamente i soggetti indagati e di porre termine alle condotte illecite. Gli investigatori e i militari del reparto specializzato hanno notificato i provvedimenti e ripristinato le necessarie garanzie di tutela e sicurezza all’interno della struttura residenziale, permettendo al restante personale sanitario e assistenziale di proseguire il lavoro di cura nel rispetto della salute e della dignità di tutti gli ospiti.
