CASTELLANZA – Nemmeno gli ultimi rilievi sull’inquinamento acustico della centrale elettrica all’ex Montedison di Castellanza danno le necessarie garanzie: «Li fanno con i motori che non funzionavano alla massima capacità. Se la centrale non va a pieno regime, a cosa servono le rilevazioni?». I residenti attorno all’impianto gestito da Ime Power sono esasperati dai rumori, in particolare da quelli a bassa frequenza, ma soprattutto dalla mancanza di soluzioni: «Due anni di richieste ignorate» alzano la voce.
I disagi e i rilievi
«Di giorno e di notte, siamo ostaggio di un rumore che va oltre la sopportazione». L’ennesimo appello alle autorità da parte dei residenti attorno alla centrale elettrica gestita da IME Power nell’ex polo Montedison di Castellanza. «Ci sentiamo abbandonati dalle istituzioni e chiediamo con urgenza soluzioni reali e definitive». Un’esasperazione che deriva dai costanti disagi, documentati sui social ad ogni accensione dei motori della centrale – dalle domeniche senza riposo alle notti in bianco accompagnate dalle «sottili basse frequenze» e dal «rombo sordo» provenienti dall’ex polo chimico – ma soprattutto dal timore di non avere risposte efficaci. Alla luce delle perplessità sull’ennesimo “round” di rilievi, effettuati lo scorso 4 dicembre, con modalità che non convincono chi continua a vivere in «una condizione insostenibile».
La lettera aperta
“Una Comunità esasperata dall’inquinamento acustico: due anni di richieste ignorate”
Da oltre due anni viviamo un grave disagio legato all’inquinamento acustico, un problema che compromette la nostra salute e la qualità della vita quotidiana. Nonostante le numerose segnalazioni e richieste, gli interventi effettuati finora non hanno portato a soluzioni efficaci, lasciandoci in una condizione insostenibile.
L’ultima rilevazione, eseguita lo scorso 4 dicembre, solleva ulteriori perplessità: i rilievi avrebbero dovuto essere effettuati a pieno regime, ma ci sono discrepanze evidenti tra quanto riportato nei documenti di orario e modalità di funzionamento della Centrale Ime Power e quanto osservato e percepito da noi. In particolare, abbiamo documentato con foto e video che, contrariamente a quanto dichiarato, i motori non funzionavano al massimo della capacità. Questo alimenta dubbi sulla reale utilità di queste rilevazioni, che sembrano ignorare il problema delle basse frequenze, il più impattante per noi.
La frustrazione cresce di fronte alla mancanza di interventi concreti: il disturbo acustico non si limita a un fastidio, ma incide gravemente sulla nostra salute e sul nostro benessere. Di giorno e di notte, siamo ostaggio di un rumore che va oltre la sopportazione.
Non stiamo parlando di un caso isolato, ma del disagio vissuto da un’intera comunità. Ci sentiamo abbandonati dalle istituzioni e chiediamo con urgenza soluzioni reali e definitive, che garantiscano il nostro diritto a vivere serenamente nelle nostre case.
Castellanza, due milioni per “silenziare” la centrale. «Se il problema resta, chiude»
