VARESE – Ottorino Flaborea si racconta in un libro autobiografico dal titolo “Oltre il Canestro – La mia vita nel Basket”. Il mitico Capitan Uncino della Ignis è tornato a Masnago, omaggiato dalla Pallacanestro Varese. E ha presentato il suo viaggio nel mondo della palla a spicchi.
Flaborea: 15 trofei a Varese
Ottorino Flaborea (“ma tutti mi hanno sempre chiamato solo Flabo”), classe di ferro 1940, ha alzato 15 trofei con la maglia della Ignis. Potrebbe bastare così. Ma non è tutto. E’ stato il maestro di un certo Dino Meneghin in maglia gialloblù e ha provato a insegnare i segreti del gancio a Stefano Rusconi (“un talento fisico impressionante, in allenamento andava molto bene, poi in partita non si girava mai a sinistra e faceva sfondamento: dopo 3 mesi mi sono arrabbiato e ci ho rinunciato”).
Varese, la svolta
Eppure l’arrivo a Varese di Flaborea non è stato dei più facili. “Il papà di Toto Bulgheroni mi ha preso da Biella, ma nei primi 3 anni non ho giocato tanto. Poi sono andato all’Ignis Sud, ho fatto bene e mi hanno richiamato insieme ad Ossola che giocava a Milano”. Da quel momento è iniziata la magia della Ignis. “Eravamo giovanissimi, dovevamo retrocedere e invece il primo anno abbiamo vinto lo scudetto e la Coppa Italia. La vittoria più bella? La prima Coppa dei Campioni a Sarajevo”.
Un segreto chiamato uncino
La fortuna di Flaborea è stato il suo gancio. Da qui il soprannome di “Capitan Uncino”. “Me l’hanno insegnato a Trieste, poi l’ho usato per evitare le stoppate dei pivot più alti. Io ero 197 centimetri, in Europa giravano avversari di oltre 2 metri”.
La magia della Ignis
“Il segreto della grande Ignis? Eravamo un grande gruppo di amici”. E per tornare a quei livelli? “Bisogna avere soldi e continuità. Solo in questo modo si costruiscono le squadre forti”.
Chiamarsi Dino
Dino Meneghin. “E’ stata una intuizione di Nico Messina, supportata da Gualco e Cicoria. Era giovanissimo, poi è esploso”. Pivot, specie in via di estinzione? “Sì, anche nella NBA. Oggi fanno solo blocchi e prendono rimbalzi, ma in area c’è maggiore pressione. Vale per tutti. Tranne che per Jokic. Un campione”.
Varese, sarà perché ti amo. Iroegbu sulla sirena regala un San Valentino vincente
