OLGIATE OLONA – Il palazzetto dello sport di via Diaz chiude le porte al Ma.Go., la polisportiva del presidente dimissionario Alberto Tomasich a cui il Comune ha affidato la gestione della struttura inaugurata non più tardi di due anni fa. «Fino a quando non verranno ripristinate le normali condizioni di sicurezza» si legge nell’ordinanza firmata dal responsabile dell’ufficio tecnico Marco Cerana lo scorso 18 giugno. «Palazzetto già inagibile e inutilizzabile a soli due anni dall’inaugurazione – tuona l’opposizione di Rilanciamo Olgiate – ennesima dimostrazione che l’amministrazione Montano è più attenta all’immagine che alla sostanza».
L’ordinanza
«Non utilizzare l’impianto», ma anche «l’esecuzione immediata di tutte le operazioni e lavorazioni necessarie alla messa a norma del fabbricato»: queste le prescrizioni che l’amministrazione olgiatese ha imposto alla Polisportiva Ma.Go, la società di basket già nella bufera per essersi ritirata dal campionato di B interregionale prima ancora della conclusione del torneo. Il motivo? Le «difformità» rilevate tra i lavori antincendio eseguiti e quelli necessari, in particolare per la rimozione delle porte tagliafuoco posizionate tra il campo da gioco e gli spogliatoi. La successiva proroga di sei mesi, chiesta dalla società per adeguare l’impianto, risulta invece «incompatibile» con le tempistiche richieste, pertanto il palazzetto risulta a tutti gli effetti «non conforme» rispetto al progetto di prevenzione incendi validato dai Vigili del Fuoco. Ecco perché il Comune ha emesso l’ordinanza che impedisce al Ma.Go. di utilizzare la struttura, fino a che non saranno eseguiti i lavori di messa in sicurezza.
L’attacco di Rilanciamo
«Ciò che emerge è ancora più grave se si considera che il problema nasce da un parquet che non era stato adeguatamente previsto in fase progettuale e realizzativa ma indispensabile per uno stabile di questo livello – attacca il gruppo di centrodestra di Rilanciamo Olgiate – ricordiamo bene quando, durante la campagna elettorale, l’amministrazione Montano liquidava ogni nostra denuncia come una bugia, con quell’arroganza che purtroppo continua a caratterizzare il loro modo di amministrare. Oggi, però, i fatti parlano da soli. Nel frattempo, i social di Montano sono diventati una vetrina personale dove gli amministratori si mettono in mostra durante eventi organizzati da altri, mentre sui problemi reali cala il silenzio».
A proposito di silenzi, l’ex sindaco Giorgio Volpi e i suoi citano il caso del Polo Logistico ma anche l’eliminazione dei parcheggi in via Unità d’Italia. «Questioni che incidono concretamente sulla vita dei cittadini ma che evidentemente gli farebbero perdere consensi – sostiene la minoranza – noi continueremo a informare i cittadini con documenti alla mano, perché la trasparenza non è pubblicare fotografie di circostanza o tagliare nastri. La trasparenza significa dire la verità anche quando è scomoda. I cittadini meritano risposte. I giovani meritano strutture funzionanti. E chi amministra ha il dovere di assumersi le proprie responsabilità».
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