Paola Reguzzoni commissario della Lega a Fagnano. Catelli punta su Gigi Rosa

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BUSTO ARSIZIO – Doppio colpo a sorpresa al Castello e in casa Lega. Elena Catelli chiama l’ex sindaco di Busto Gigi Rosa e gli affida l’assessorato ai Lavori pubblici e il segretario provinciale della Lega Matteo Bianchi nomina Paola Reguzzoni commissario della sezione. Ed è una grande sorpresa la mossa del sindaco (cioè la nomina di Rosa), così grande che pare abbia preso tutti in contropiede anche nel Carroccio.

Bustocchi al Castello

Arrivano da Busto i rinforzi per puntellare il mandato del sindaco Catelli e l’amministrazione di centrodestra. L’obiettivo, visto i nomi in campo, è quello di raddrizzare la macchina governativa dopo 12 mesi di imbarcate. Quello che è certo è che il compito che attende Rosa in giunta e Paola Reguzzoni in sezione sarà complesso. A loro favore, soprattutto l’esperienza maturata sulla scena politica di una grande città come Busto, dove gli equilibri (con tutto il rispetto per Fagnano) sono certamente più complessi da mantenere.

Ricomporre i cocci del Carroccio

Matteo Bianchi, che in questi mesi ha seguito con attenzione il cinema politico in onda in Più Fagnano, non ha mai voluto entrare a gamba tesa. Ha sempre rispettato, qualche volta a fatica, l’autonomia della sezione locale. Che però giorno dopo giorno ha perso pezzi (i militanti si contano sulla punta delle dita di una mano), autorevolezza politica nella coalizione e peso nei confronti di un sindaco (espressione di Lombardia Ideale, ma anche con la tessera leghista in tasca), che più volte è entrata in rotta di collisione con buona parte della sezione e con il suo (ormai ex) segretario e (ex anche in questo caso) assessore Fausto Bossi.

Bianchi pensa a Paola Reguzzoni

Ora però Matteo Bianchi ha deciso di rompere gli indugi. Troppo grave la situazione al Castello, troppo evidente l’incapacità di gestire un guazzabuglio nato tutto all’interno di Più Fagnano, che in meno di un anno ha buttato alle ortiche una vittoria cristallina, ampia nelle percentuali per via del vessillo leghista che ha coperto un sacco di difetti di costruzione della lista.

E lo fa in maniera secca, decisa, mettendo in campo un nome pesante: quello di Paola Reguzzoni, leghista della prima ora e che a Busto ha già ricoperto anche ruoli di assessore e consigliere (lo è anche attualmente). Oltre che consigliere provinciale a Villa Recalcati.

Nella autonomia decisionale del sindaco e dei militanti leghisti di Fagnano (ed alleati), serve qualcuno di esperienza ed autorevole per mantenere equilibrio ed accordi in un comune di medie dimensioni ma importanza elevata per le segreterie provinciali. Sto pensando a Paola Reguzzoni commissario Lega Fagnano in accordo con Fabio Tonazzo segretario di circoscrizione e Emanuele Poretti resp Enti Locali. Non è una punizione per Fausto Bossi ma un aiuto esterno, scevro da condizionamenti di paese, per mettere fine si continui tira e molla tra partiti ed amministrazione. La presenza dei reggenti provinciali e circoscrizionali sarà brevissima.

E’ chiaro che l’arrivo di Paola Reguzzoni, conosciuta per il carattere fermo e anche per dure prese di posizione, è funzionale a spegnere i bollenti spiriti della Lega fagnanese.

Gigi Rosa: a volte ritornano

Il primo pensiero che viene davanti al nome di Gigi Rosa è che la Catelli ha puntato su chi le darà sicuramente un consiglio su come non chiudere in anticipo il mandato da sindaco. Rosa, infatti, nei tempi in cui venne eletto sindaco a Busto era di fede leghista. Ma il 30 gennaio del 2006 si dimise. Sette mesi dopo un terremoto di dimissioni in giunta (strane coincidenze con l’attuale situazione di Fagnano). E come ultimo atto politico, prima delle sue dimissioni rassegnate nel pomeriggio, Rosa revocò le deleghe ai tre assessori leghisti (Fausto Albè, Gianni Buzzi e Luciana Ruffinelli). Mettendo in piazza la crisi profonda tra il sindaco e la dirigenza leghista, dove c’era anche Paola Reguzzoni, che andava avanti da tempo. Una pagina ingloriosa per la Lega cittadina di Busto, chiusa con la gestione politica (della crisi) da parte del fratello di Paola, ovvero Marco Reguzzoni, in quegli anni presidente della Provincia e massimo esponente del Carroccio non solo bustocco. E qui finisce il capitolo leghista di Rosa.

Un civico, ma anche no.

Che ne scrive subito un altro. Da civico. Alle elezioni di Busto del 2006 il sindaco dimissionario si presenta con una doppia lista Busto CivitasBusto dei quartieri, ottenendo un buon 15 per cento che gli valsero due posti in consiglio. All’opposizione. Gli elettori, infatti, decisero di affidare la guida della città a un altro Gigi, che di cognome però fa Farioli. Quella fu una campagna elettorale frizzante: si ricorda ancor oggi la storia del sabotaggio dei manifesti da parte di ex colleghi di partito di Rosa, che finì nelle aule del palazzo di giustizia di largo Giardino. Infine l’ultimo capitolo (anzi il penultimo visto quello che Rosa apre con l’ingresso al Castello di Fagnano). L’ex sindaco prima leghista e poi civico, dopo un lungo flirt con l’Udc che non sbocciò in amore eterno, nel marzo 2010 approdò in Forza Italia. E ora con quale bandiera entra al Castello? Lo sapremo quando il primo cittadino lo presenterà ufficialmente.

I Lavori pubblici cambiano manico

Cambia così l’assessore ai Lavori pubblici al Castello. Rosa al posto di Gabriele Moltrasi, espressione di Forza Italia e che dopo un anno davvero pesante, ha rassegnato le dimissioni qualche giorno fa in seguito a una serie di attacchi e dure critiche da parte degli alleati. Insomma Moltrasi esce con le ossa rotte, un pinguino di raffreddamento sul groppone, ma con la dignità di aver detto basta a uno stillicidio che, al pari dell’inesperienza in materia, ha congelato idee e progetti.

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