VARESE – La pax politica alla fine ha tenuto. Certo, l’accordo pattuito l’altra sera – mercoledì 17 dicembre – ha vacillato, con la Lega che, prima di entrare nel Salone Estense, chiedeva maggiori garanzie e più aderenza al testo della mozione Sicurezza relativa alla polizia locale, pena il mancato ritiro della “marea” di emendamenti. Un ultimo braccio di ferro, appendice di giorni fatti di trattative e sedute deserte se si escludono le presenze dei consiglieri leghisti. Tensioni disinnescate e consiglio comunale che ieri sera, giovedì 18 dicembre, è ripreso fino a condurre in porto il documento finanziario.
Centrodestra diviso sui ristorni
Ma il pepe è arrivato in coda, o quasi. Ovvero all’ordine del giorno del consigliere Matteo Capriolo. Il dem, infatti, ha chiesto l’impegno a fare pressioni sui rappresentanti in parlamento affinché il governo riporti dal 4 al 3% la quota di lavoratori residenti cosicché Varese possa beneficiare dei 4 milioni di euro derivanti dai ristorni. Ordine del giorno che incassa il parere e il voto favorevole anche di Fratelli d’Italia, di Forza Italia e Lombardia Ideale. E mentre la presentazione dell’odg è in corso, i consiglieri della Lega (Bison, Angei e Parravicini) lasciano l’aula. Tranne Bianchi. La Lega, dopo l’intervento di Bianchi, si è astenuta, «poiché l’ordine del giorno fa un po di confusione tra ristorni, tassa sulla salute e diritti dei lavoratori frontalieri». Risultato: ancora una volta il centrodestra si divide.
Dove eravamo rimasti?
Dove eravamo rimasti? A Stefano Angei in trincea a ingolfare il consiglio emendamento dopo emendamento. E la ripresa dei lavori si è aperta con Stefano Angei, che ha limato e ritirato – come da accordi – pacchetti di emendamenti. Fino alla proposta del Cammello di sfoglia, dolce varesino tipico da difendere e promuovere.
Il cammello, esempio di tradizione meticcia
Emendamento approvato con una lectio cultural-gastronomica, un po’ seria e un po’ ironica, dell’assessore alla Cultura Enzo Laforgia: «Accogliamo la proposta del consigliere sottolineando però che il cammello è un’ottima scelta distopica per ciò che gli storici chiamano “invenzione della tradizione”. Gli oggetti culturali sono sempre il risultato di una sorta di meticciato (come ad esempio la pastasciutta al pomodoro, frutto di tradizioni cinesi, arabe e prodotti giunti a noi dal continente americano). I cammelli sono legati all’episodio di cui parla l’evangelista Matteo: l’adorazione dei magi. È l’unico a fare riferimento all’episodio di sapienti del lontano Oriente (non ne precisa il numero). Ed il cammello, secondo i Padri della Chiesa, rappresenterebbe bene la figura del Cristo, che, come l’animale citato, assume su di sé l’enorme peso dei peccati dell’Uomo. Non sappiamo a quando risalga la cosiddetta tradizione del cammello dolce, ma sicuramente non ha un’origine medievale. Pasta sfoglia e crema pasticcera sono infatti nate nella Francia del XVII o XVIII secolo.
Riassumendo: celebriamo nel cammello varesino la fertilità di una cultura che vive solo nello scambio e nella relazione tra culture diverse e lontane. Buon appetito», ha concluso Laforgia.
Il coniglietto tamburino della Duracell
L’accordo raggiunto mercoledì 17 dicembre dai capigruppo prevedeva tutto nel dettaglio. Ovvero: quali emendamenti approvare, quali ritirare, quali discutere e bocciare, e quante somme destinare. Un’intesa preludio di un consiglio rapido, quasi di ratifica dopo giorni di snervante tira e molla dietro le quinte tra le parti politiche. L’accordo raggiunto aveva previsto tutto, dicevamo, tranne un Angei (nella foto) in trance agonistica, forse – come qualcuno ha sussurrato – non del tutto soddisfatto dell’intesa (monca sulla mozione sicurezza che ha incassato la disponibilità, ma non le firme della maggioranza). E così, il consigliere della Lega, pur conoscendo i termini dell’accordo, ha messo in campo un’energia apparsa a tutti leggermente fuori scala e ha trasformato il consiglio della pax in un logorante esercizio formale, che poco ha aggiunto al dibattito politico. Tanto più che alla fine è andata proprio come i capigruppo avevano stabilito. Davvero indomabile il consigliere leghista, proprio come il coniglietto tamburino alimentato dalle pile Duracell – che duravano di più – protagonista di uno spot di fine anni Ottanta.
Il maxi emendamento Sicurezza
I leghisti l’hanno sempre detto: sulla sicurezza non arretriamo. E il punto che hanno ottenuto è stato il maxi emendamento sul tema accolto con favore da tutta la maggioranza, tanto che, a differenza di altri emendamenti, quasi tutti i capigruppo in consiglio hanno fatto una dichiarazione di voto favorevole. E gli emendamenti sulla formazione degli agenti di polizia locale sono stati ritirati «solo – ha spiegato la capogruppo Barbara Bison – ed esclusivamente a fronte del preciso impegno della maggioranza, formalizzato in capigruppo, di prendere spunto dal testo della nostra mozione per addivenire ad un testo condiviso, finalizzato a formare la polizia locale e dotarla di strumenti di difesa».
L’ultimo emendamento, quello – per intenderci – sulla valorizzazione turistica del Colle di Biumo e sull’hotel alle Ville Ponti è stato illustrato dal consigliere della Lega Matteo Bianchi.
