Il Covid, la confusione, il lupo buono e i tre porcellini cattivi

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di Ivanoe Pellerin

Cari amici vicini e lontani, non so voi ma la confusione mi appare sempre più insopportabile. Le assicurazioni si sovrappongono alle affermazioni che inseguono le dichiarazioni. Un continuo movimento di parole confuse che inseguono fantasmagorici numeri che roteano veloci nell’aria che poi atterrano fra di noi con la forma di sentenze che seminano la paura. Il Covid prima c’era, poi non c’è più stato ma forse c’è ancora e certamente ci sarà. Ma si può andare avanti così?

Mi rivolgo a voi, persone di buon senso e cerco di proporvi un ragionamento che abbia un filo logico, uno sviluppo comprensibile, un capo e una coda (come si dice), che possa essere compreso dalla maggioranza senza bisogno della Treccani né della calcolatrice. Allora credo che possiamo affermare che questa straordinaria pandemia sia nata in Cina, al mercato di Vuhan, in condizioni che ancora non sono state chiarite (e a mio parere non saranno chiarite mai). Il virus si è evoluto in Asia ed è arrivato in Europa precipitando in Italia nella nobile Lombardia, forse attraverso un primo passaggio in Germania. Persino l’OMS non è stata in grado di anticipare il disastro nonostante le numerosissime fonti di informazioni scientifiche e no. Qualche timido accenno ad un allarme che i Grandi non hanno ascoltato, almeno all’inizio della storia. Poi fu subito il panico e lo stato di emergenza.

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Ivanoe Pellerin

I media hanno contribuito in grande numero ad una informazione molto sottomessa alle fonti “ufficiali”, un’informazione che mi è sembrata e mi sembra tutt’ora molto orientata a est. Al momento (domenica 12) il virus continua a colpire con ferocia gli Stati Uniti, il Brasile, la Gran Bretagna e dilaga nel Pacifico. Dell’Africa, del Medio Oriente ad eccezione di Israele e dell’Iran non si parla, se non in termini molto cauti. In Italia al momento attuale abbiamo circa 35.000 morti con una popolazione di 60 milioni. Negli Stati Uniti con 300 milioni di abitanti al momento vi sono circa 135.000 decessi. In Brasile a fronte di una popolazione di 210 milioni i morti sono 66.000. Convengo che questo conto mortifero è davvero agghiacciante e deprimente. Ma giusto per fare il punto possiamo dire che la percentuale per il nostro paese è di 0,60 mentre per gli USA è di 0,40 e per il Brasile è 0,30 circa. I numeri sono questi. Per quanto riguarda la Russia i dati sono diciamo “incerti” con “solo” 11.000 morti con un numero di abitanti di 150 milioni. Molti si chiedono, sarà vero? L’altro grande subcontinente, l’India, sta manifestando numeri in costante aumento. In Cina il problema appare sostanzialmente risolto. Sarà così?

Eppure nonostante queste considerazioni che dovrebbero invitare alla cautela nelle valutazioni, i cattivi sulla stampa europea e non solo sono senz’altro Trump e Bolsonaro (per i quali non nutro alcuna simpatia, anzi) e Boris Johnson (che al contrario trovo simpatico, forse per una deriva un po’ goliardica). Ecco i cattivi porcellini della nuova favola moderna. Hanno l’incredibile colpa di aver sottovalutato, trascurato, minimizzato la minaccia mortale del virus che adesso fa sentire la sua terribile presenza in queste nazioni. E la grande Svezia? Ha numeri di decessi da capogiro, non ha preso alcuna misura per fronteggiare la pandemia ma non suscita alcuna riprovazione internazionale, alcun commento negativo. Il premier svedese Stefan Lofven il 3 luglio ha chiesto un’indagine sulla strategia anti-coronavirus che ha messo in evidenza le carenze della Svezia di fronte alla minaccia, ma nessuno ne parla. Vai a capire l’informazione!

Nel frattempo l’Hong Kong britannico che faceva parte del Commonwealth diventa sempre più un lontano ricordo e la Cina elimina il trattato del ’97, firmato da Deng Xiaoping, con il quale sostanzialmente garantiva per cinquant’anni l’autonomia dell’ex colonia della Gran Bretagna con l’accordo “una Cina due sistemi”. Le attuali clamorose proteste di larga parte della popolazione di Hong Kong sono state affrontate dalla polizia prima e dall’esercito cinese poi con determinazione ed anche con violenza. Ma questo aspetto della questione estremo orientale è rimasto stranamente sottotraccia nell’opinione pubblica mondiale ed ha avuto un’esposizione assai modesta. Qualche inevitabile protesta USA e nulla più. Stranamente la Cina rimane agli occhi del mondo il lupo buono della storia. La Dottoressa Li-Meng Yan, fuggita negli Stati Uniti, racconta alla Fox News di come le autorità cinesi fossero al corrente che il Covid-19 si potesse trasmettere da uomo a uomo molto tempo prima rispetto a quanto hanno poi dichiarato. Ma anche questa notizia non ha avuto una grande diffusione ed è rimasta confusa con molte altre.

Cari amici vicini e lontani, voi andreste nel bosco internazionale a cercare l’amicizia del lupo buono allontanando con disgusto i cattivi porcellini per trarre dei vantaggi, ammettiamo, ragionevoli e corretti? Non avreste qualche rovello antipatico a pensare che il lupo buono è in realtà un terribile drago affamato che vuol digerirsi il mondo, porcellini compresi? Questa favola moderna non mi convince, preferisco quella vecchia. Cari amici vicini e lontani, non riesco a pensare con tranquillità alla “via della seta”.

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