La Lilt ‘spinge’ l’ospedale unico Busto-Gallarate: “Rischiamo di perdere i fondi”

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Ivanoe Pellerin

BUSTO ARSIZIO – Ospedale unico Busto Arsizio-Gallarate, parola alla Lilt, la Lega italiana per la lotta contro i tumori. La sezione della provincia di Varese, che ha sede proprio a Busto, è presieduta da Ivanoe Pellerin, primario emerito di Terapia del dolore, autorevole professionista con una lunga e prestigiosa carriera ospedaliera. “Il rischio è di perdere i finanziamenti” avverte Pellerin entrando subito nel merito della questione.

Professore, da dove nasce questo rischio?
“La Regione ha pronti, secondo quanto mi dicono, 500 milioni da spendere per il nuovo nosocomio sul nostro territorio. Ma senza accordo di programma potrebbero essere dirottati altrove. Qui da noi si finisce per perdere tempo in lungaggini burocratiche e infinite discussioni, mentre altrove si viaggia spediti verso progetti definitivi”.

Dove, per esempio?
“A Cremona, che aspetta da tempo una struttura all’altezza dei più avanzati modelli sanitari. Gli amministratori cremonesi non si faranno sfuggire l’occasione”.

Qual è l’importanza di unire gli ospedali di Busto e Gallarate?
“Rimango esterefatto quando sento politici affermare che basterebbe ristrutturare l’esistente. A parte la dispersione di risorse (servirebbe, per dirne una, doppio personale), il Circolo e il Sant’Antonio Abate finirebbero per diventare due presidi territoriali, schiacciati da Varese e Legnano. Lo sbocco sarebbe inevitabile”.

Quale?
“La mancanza di vere eccellenze, cioè, rimarrebbero reparti dediti all’ordinaria amministrazione. Le eccellenze andrebbero altrove. Anche perché Busto e Gallarate non sarebbero più attrattivi, medici e utenti si rivolgerebbero dove le prestazioni sono in grado di offrire cure di alto livello. Per non parlare del versante diagnostico con particolare riguardo all’aspetto oncologico, che interessa più da vicino la Lilt”.

Perché secondo lei una certa politica è contraria all’ospedale unico?
“Devo pensare che sia per un obiettivo elettorale. L’opinione pubblica valuta negativamente l’unione dei due nosocomi, un giudizio che nasce più da questioni emozionali, di pancia e, diciamolo senza infingimenti, di campanile. Così la politica si adegua, senza valutare gli aspetti veri del problema, che sono appunto di qualità delle cure. Oggi c’è bisogno di alta specializzazione, mi sembra lapalissiano. Ma purtroppo non per tutti è così”.

Eppure, i sindaci Antonelli e Cassani hanno sempre dichiarato di essere favorevoli all’ospedale unico.
“Il primo cittadino di Busto mi sembra più convinto rispetto al suo collega di Gallarate. C’è qualcosa che mi sfugge nell’atteggiamento del sindaco gallaratese, forse è condizionato dal Partito democratico che, inspiegabilmente, ha una posizione contraria. Probabilmente mi sbaglio, ma i ritardi attuali nell’approvazione dell’accordo di programma ci porteranno al disinteresse della Regione per questo progetto. A meno che le due città si impegnino davvero, e senza trucchi, affinché l’ospedale unico diventi una realtà. Condizione imprescindibile: che l’accordo di programma venga sottoscritto al più presto”.

«Sull’ ospedale unico Busto-Gallarate non ci convincono i tempi degli annunci»

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