Pgt Varese: moschea e scontri politici nel consiglio fiume. Si prosegue domenica

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La quarta serata del Pgt in consiglio: i lavori non sono ancora conclusi

VARESE – Non è stata più distesa delle sedute precedenti: tutt’altro. La quarta serata del consiglio comunale dedicato al Pgt – quella di venerdì 4 settembre – è risultata senz’altro la più frizzante fin qui. Tra visioni opposte sulla moschea di via Giusti, il sindaco Galimberti che stuzzica la Lega chiamando in causa il movimento di Vannacci e persino la musica a tutto volume in arrivo dall’esterno. E non è ancora finita.

Moschea e musica a tutto volume

L’emendamento numero 44 è quello che ha visto la discussione più accesa. A firmarlo il consigliere della Lega Stefano Angei, autore della quasi totalità degli emendamenti discussi durante la serata. Argomento il centro islamico di via Giusti, di cui l’esponente leghista ha chiesto lo stralcio dall’elenco del Piano delle attrezzature religiose. «Una moschea deve avere caratteristiche come i parcheggi che qui non sono presenti – ha spiegato – sono ragioni oggettive urbanistiche che ci hanno portato a chiedervi di togliere ciò che non può essere realizzato all’interno di un documento urbanistico». Risposta dell’assessore alla partita Andrea Civati: «Angei parla della sala di preghiera di via Giusti come di un luogo che non esiste. In realtà c’è da almeno 25 anni, quando anche amministrazioni leghiste hanno acconsentito di realizzare lì un luogo di preghiera per i fedeli musulmani. Il Par ha l’obiettivo di censire i fabbricati a finalità religiosa esistenti e questo è stato fatto. Il Par ha censito l’esistenza di quel luogo». Nella discussione per la Lega sono intervenuti anche Barbara Bison: «Per quello che prevede il piano quel luogo è ancora adatto o vanno fatte valutazioni differenti?» ed Emanuele Monti: «Non è un tema culturale o religioso, è un tema di sicurezza. Non è un luogo adatto a tutto questo». Fino a quando, in occasione dell’intervento di Manuela Lozza del Pd, la discussione è stata interrotta dalla musica da discoteca proveniente dai Giardini Estensi attraverso le finestre aperte per il caldo, che ha disturbato i lavori dell’aula (nel video).

Galimberti, Lega… e Vannacci

Ha preso poi la parola il sindaco Davide Galimberti, che si è rivolto ad Angei e più in generale alla Lega (qui sotto il video). «Mi sembra che il primo a porre l’accento sulla questione del centro di preghiera non sia stata assolutamente la Lega e il consigliere Angei – ha detto – ma in verità il movimento del generale Vannacci, Futuro Nazionale. Quindi mi chiedo: il consigliere Angei chi rappresenta come partito?». «La Lega», la risposta gridata da Angei. Con il sindaco che ha proseguito: «Il gruppo della Lega sta portando avanti iniziative in parallelo a Futuro Nazionale: è un tema di estrema delicatezza per l’intero centrodestra». Con Angei che fa notare la cravatta verde indossata da tre serate. «Non posso che rigettare le accuse faziose che ha attribuito al sottoscritto», ha detto in risposta al sindaco. L’emendamento alla fine è stato respinto con 18 voti a contrari, 5 a favore (Lega e Forza Italia) e 2 astenuti (De Amici e Formato della minoranza). Circostanza che Galimberti non ha mancato di far notare nella discussione dell’emendamento successivo, relativo sempre al centro di via Giusti, in cui Angei chiedeva di eliminare la dicitura generica “moschee”. «Il fatto che De Amici e Formato abbiano assunto una posizione di distacco dal punto di vista tecnico fa emergere posizioni diverse nel centrodestra in città e alimenta un futuro dibattito», ha detto il sindaco. Con Bison che ha replicato: «Ci fa piacere che il sindaco si appassioni così tanto alle vicende della Lega. La Lega secondo lei sta prendendo la trebisonda, ma se ne parla vuol dire che lei la teme». Nel merito dell’emendamento Civati ha risposto ad Angei parlando di una richiesta strumentale. La proposta è stata bocciata. 

La Lega chiede il mercato coperto 

Come nelle precedenti serate anche sugli altri temi è stato continuo il confronto proprio tra Angei e Civati, con il collega di lista Emanuele Monti che più volte gli ha dato manforte. Prima ha ricordato la discussione sul Pgt del 2014, poi ha citato ad esempio politiche attuate nelle città di Milano, Berlino e Madrid e infine ha pure lanciato come suggestione l’idea di utilizzare la sede della Banca d’Italia in via Sacco per ospitare uno studentato. Tra i temi degli emendamenti, oltre a tanti aspetti tecnici, anche il mercato di piazza Repubblica. Angei ha chiesto lo spostamento delle bancarelle. «Una piazza centrale di ingresso deve dare un’immagine diversa della città. Ci sono dei mercatari di pregio ma anche situazioni che non sono degne di una città capoluogo come Varese». La Lega ha proposto di realizzare invece un mercato coperto con prodotti di eccellenza sul modello delle grandi città europee come Madrid e Barcellona. Parere negativo di Civati:  «Lo spostamento del mercato è una scelta strategica assunta molti anni fa che sta dando buoni frutti: l’area è migliorata e gli operatori commerciali confermano ogni giorno che le vendite sono aumentate e la circolazione pedonale è aumentata. Certamente c’è il tema del miglioramento della qualità dell’offerta, ma questo non si affronta delocalizzando il mercato. Urbanisticamente è una scelta positiva». L’emendamento è stato respinto con 18 voti contrari e 7 a favore. 

Si continua domenica

Approvato invece l’ordine del giorno presentato dal consigliere del gruppo misto Luca Paris relativo alla Commissione paesaggio. Fin qui il consiglio che si è svolto nel Salone Estense. Ma c’è stato un altro consiglio “parallelo”: quello che ha visto protagonisti i capigruppo nella Sala Montoli. Con un primo momento di confronto alle 22.30, in cui si è deciso di proseguire i lavori fino all’una di notte per poi fare un aggiornamento. E così è stato: giunti alla scadenza oraria a quota 50, con ancora una quindicina di emendamenti da affrontare, non è rimasta altra scelta che sospendere la seduta. Che non proseguirà sabato, vista l’indisponibilità del salone: il consiglio riprenderà quindi nella mattina di domenica 6 settembre. All’orario di cappuccio e brioche: la convocazione è per le 9.

Il Pgt di Varese è una maratona. Litigiosa e ancora molto lontana dal traguardo

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