Piazza Vittorio Emanuele, Loschiavo: «Un fallimento. Rivitalizzarla ma non con le auto»

BUSTO ARSIZIO – «Piazza Vittorio Emanuele, un fallimento». Dopo aver affrontato il tema del prato della chiesa di San Rocco, l’associazione PoliticaMente dell’ex assessore Salvatore Loschiavo sposta il focus sulla piazza del centro da rivitalizzare e apre il “cantiere delle idee” per darle un futuro. «Oggi rischia di diventare un non-luogo, senza vita sociale – fa notare Loschiavo – restituire la piazza ai cittadini è ancora possibile: a patto di escludere chi ne fa un uso improprio e di non cedere alla tentazione regressiva di riaprirla al traffico».

L’incontro

Proseguono gli incontri organizzati dall’associazione politico culturale bustocca PoliticaMente, fondata da Salvatore Loschiavo, che mettono al centro visione strategica e riqualificazione organica der quartieri. Con il prossimo incontro, dal titolo “(Ri)vitalizzare Piazza Vittorio Emanuele”, fissato per venerdì 23 maggio alle 20.45 nella Galleria Boragno di Busto Arsizio, il focus si sposta sul cuore della Città. Un dibattito aperto a cittadini ed esperti per analizzare le ragioni del fallimento dell’attuale piazza e immaginare insieme soluzioni concrete per restituirle identità, bellezza e funzione sociale. Storici, urbanisti, e architetti si uniranno al dibattito moderato dal fondatore di PoliticaMente nonché ex assessore della Città, Salvatore Loschiavo. Tutta la cittadinanza è invitata a partecipare.

Loschiavo: «No alle auto»

«Fino ad oggi non si è fatto abbastanza per ridare dignità e funzione a Piazza Vittorio Emanuele – sostiene l’ex assessore Loschiavo, fondatore di PoliticaMente – le iniziative promosse sono state episodiche e prive di una visione strategica. È necessario analizzare fino in fondo le ragioni di questi fallimenti, ma soprattutto abbiamo il dovere di reagire. Restituire la piazza ai cittadini è ancora possibile: a patto di escludere chi ne fa un uso improprio e di non cedere alla tentazione regressiva di riaprirla al traffico». Qui Loschiavo fa riferimento alla recente proposta del suo successore Matteo Sabba di riaprire il passaggio delle auto nella piazza, tra via Pozzi e via Montebello. «La soluzione – secondo l’ex assessore – non è tornare indietro, ma guardare avanti, ispirandosi alle migliori esperienze urbanistiche europee, dove spazi pedonali, depaving e verde urbano creano luoghi realmente vissuti, aperti alla socialità, allo sviluppo del commercio e a una migliore qualità della vita. È il momento di mobilitarci: cittadini, professionisti, istituzioni. La piazza può tornare a essere il cuore pulsante della città, ma servono coraggio e partecipazione».

Un non-luogo?

«Un tempo cuore pulsante della vita cittadina, oggi Piazza Vittorio Emanuele è percepita da molti come uno spazio vuoto, anonimo, privo di attrattività e spesso teatro di situazioni di degrado. Eppure, si tratta di uno dei luoghi più centrali e simbolici di Busto Arsizio, che merita una riflessione collettiva sul suo futuro» così PoliticaMente presenta l’incontro, in profeamma venerdì 23 maggio alle ore 20.45 in Galleria Boragno. Il titolo è “(Ri)vitalizzare Piazza Vittorio Emanuele”, l’obiettivo aprire un dibattito ampio e partecipato sulla possibilità – o necessità — di restituire alla piazza una funzione sociale, commerciale e urbana degna della sua posizione e storia. «Le piazze sono luoghi simbolici: spazi urbani che non devono solo esistere fisicamente, ma funzionare socialmente. Per questo, in urbanistica si parla di luoghi dove le persone si riconoscono e si incontrano e di non-luoghi, ovvero spazi anonimi che non generano relazioni, identità, vita. Piazza Vittorio Emanuele, oggi, rischia di essere proprio questo: un non-luogo, nato da una riqualificazione urbanistica non riuscita, dove la vita sociale si è spenta, le attività economiche arrancano e il senso di comunità è scomparso – spiega PoliticaMente – perché la riqualificazione passata non ha funzionato? È ancora possibile fare qualcosa? Quali strategie concrete possono ridare alla piazza un’identita e renderla finalmente un vero luogo di incontro, di socialità, di vita? Ne discuteremo con esperti di urbanistica, sociologia, storia e progettazione, ma soprattutto con i cittadini, protagonisti indispensabili di qualsiasi trasformazione urbana di senso».

Il dibattito

Interverranno:

Rolando Pizzoli, con un inquadramento storico dell’area e della sua trasformazione;

Daniele Geltrudi, che presenterà il piano urbanistico dell’area ispirato dal lavoro dell’architetto Richino Casuglioni;

Martina Colombo, che offrirà un punto di vista sociologico su cosa rende una piazza viva e socialmente attiva;

Elisa Milani, che illustrerà alcune proposte di riqualificazione/rivitalizzazione dell’area, elaborate dal gruppo di lavoro Urban Forum.

L’incontro sarà anche l’occasione per «coinvolgere i cittadini in un confronto diretto e aperto: è troppo tardi per salvare la piazza, o possiamo ancora trasformarla in un luogo vissuto, bello e funzionale per tutta la città? L’invito è rivolto a tutti: abitanti del centro e dei quartieri, giovani, commercianti, associazioni e chiunque abbia a cuore il futuro della città. Non un convegno tra esperti, ma un vero e proprio cantiere di idee dove ogni voce conta. Perché una piazza appartiene a chi la vive. O a chi sceglie di non abbandonarla».

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