BUSTO ARSIZIO – Al 22 giugno riapre l’estivo della piscina Manara, «a settembre» anche le vasche coperte, bar compreso. Aquamore, il nuovo gestore ndell’impianto “liberato” da Forus, si presenta a Busto Arsizio fissando le prime scadenze. E si porta dietro anche Filippo Magnini, il due volte campione del mondo di nuoto che è testimonial della società mantovana e che promette di svolgere alla Manara alcune attività della sua accademia di nuoto. «Abbiamo deciso di raccogliere questa sfida perché crediamo molto nella potenzialità di quello che la Manara e questo territorio possono rappresentare» sottolinea Matteo Melzi, neo-direttore per Aquamore.
Lo “sbarco” di Aquamore
Il primo passo compiuto da Aquamore è l’infopoint alla Manara, nel nome della «massima trasparenza». La prima scadenza è quella del 22 giugno, quando Aquamore conta di riaprire l’estivo dopo i lavori eseguiti dal Comune. «Listini prezzi uguali all’anno scorso» annuncia Melzi. Nel frattempo, con la parte interna chiusa, si eseguiranno «una serie di azioni di mappatura in vista del traguardo di settembre in cui il centro possa essere funzionale. Pulito, accogliente e piacevole per il cliente». Per Aquamore è il 13esimo centro gestito (più Legnano dove si sono aggiudicati il progetto di riqualificazione e gestione): «Il modo con cui ci approcciamo non è speculativo – fa sapere il direttore – ma intendiamo fare qualcosa di fatto bene e all’altezza, per farci apprezzare. Con servizi adeguati e una struttura gestita, manutenuta curata e attenzionata come richiede, con una forte collaborazione con le realtà del territorio».
Il testimonial Filippo Magnini
«Ci rivediamo a settembre – annuncia Magnini, che ha già nuotato a Busto Arsizio ai tempi della Nazionale – vi assicuro che è un tempo brevissimo per ripartire». Nel frattempo, gli abbonati Forus del nuoto libero potranno usufruire di uno sconto del 20% sugli altri impianti Aquamore (il più vicino è quello di Jerago con Orago): «Basta mandare una mail a bustoarsizio@aquamore.it con una prova dell’abbonamento». E le società sportive si stanno riorganizzando: le Draghette del sincro si alleneranno a giugno a Parabiago e alla Bustese, mentre la pallanuoto maschile giocherà la finale il 15 giugno al Bocconi Sportcenter di Milano messo a disposizione da Aquamore.
Il sindaco guarda avanti
«Siamo già contenti di ripartire – ammette il sindaco Emanuele Antonelli – non sono più i tempi di Agesp, quando il comune poteva spendere un milione di euro all’anno per gestire la piscina». Le esperienze del passato invitano ad andare con i piedi di piombo: «Con Forus tutto era una pecca. Ora invece le premesse ci sono tutte, io credo in voi – il primo cittadino si rivolge così ad Aquamore – e non vogliamo tornare alle gestioni passate. La sicurezza al primo posto, non tolleriamo le criticità degli ultimi mesi». Antonelli però guarda già avanti: «L’affidamento è di due anni, ma l’obiettivo per il futuro è un project financing per una gestione di lungo periodo».
Artusa: «Ci sono prospettive»

D’altra parte l’assessore allo sport Maurizio Artusa, che si definisce «la persona che più ha patito le doglianze di questo impianto», non usa mezzi termini. «Questo impianto era morto. Gestito male sì, ma non è vero che non sarebbe potuto rinascere. Sono contento che una società ci abbia creduto». E Aquamore è «una realtà preparata, consolidata e pronta ad ascoltare gli utenti – sostiene Artusa – chiudere inevitabilmente scontenta ma abbiamo fatto il possibile per ridurre la tempistica e permettere a loro di entrare e iniziare a lavorare». Insomma, un progetto «serio» che dà a Busto «una prospettiva».
I disagi per le società sportive
E se il consigliere delegato alle partecipate Roberto Ghidotti ricorda che Aqua13 ha bilanci egregi ed è una scelta da valutare positivamente, l’assessore Artusa ricorda anche «il dialogo avviato mesi fa» con le società sportive, utenti principali della Manara (Busto Nuoto Sincro, Pallanuoto Busto, Cuffie Colorate e apneisti), per qualcosa come 15mila ore in vasca all’anno. Il presidente della Busto Nuoto Renato Borroni, che ha 183 atlete e i campionati italiani a luglio da preparare, non nasconde «i disagi e i costi lievitati per gli spazi acqua» nelle piscine trovate (quelle Aquamore non hanno le altezze adeguate per il nuoto artistico) e chiede al Comune «contributi per arrivare a fine stagione». E per il futuro auspica «una Manara perfetta come ai tempi di Agesp, in grado di ospitare manifestazioni nazionali e internazionali». Per la Pallanuoto Busto Claudio Grillo parla di «una situazione gestibile. Chiaro, avremmo voluto fare i playoff a Busto ma le cause della chiusura sono di forza maggiore». Grillo ci tiene a sottolineare «la solidarietà» ricevuta dalle altre società (Varese, Como, Lodi), ma anche il fatto che i ragazzi della serie C maschile «si sono autotassati per allenarsi alla Bustese».
