Più prevenzione in Lombardia contro l’obesità. Le misure della Regione

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MILANO – Più prevenzione e diagnosi precoci, una Rete regionale per la presa in carico integrata tra ospedale e territorio e un Tavolo regionale permanente con funzioni di coordinamento, monitoraggio epidemiologico della patologia e aggiornamento delle politiche sanitarie.
Queste le strategie che Regione Lombardia mette in campo per contrastare la diffusione dell’obesità e delle patologie correlate, come previsto dalla legge regionale per il riconoscimento della rilevanza sociale della patologia, approvata oggi, 22 settembre, all’unanimità dal Consiglio regionale. La norma stabilisce un finanziamento di 3,3 milioni di euro nel triennio 2026-2028, suddiviso in due principali linee di intervento: 900mila euro per campagne di prevenzione e informazione e 2 milioni e 400mila euro per il rafforzamento dei servizi.

Il provvedimento, illustrato da Giulio Gallera (FI), garantisce anche con un finanziamento regionale l’accesso gratuito, o ad un prezzo calmierato, alle terapie farmacologiche per alcune categorie di pazienti a elevata fragilità sociale ed economica affetti da obesità.
“Con questa legge la Lombardia è la prima regione a dare attuazione alla legge nazionale che ha riconosciuto, prima al mondo, l’obesità come una malattia cronica – ha sottolineato il relatore Gallera-. La legge prevede di istituire un Tavolo permanente, un Percorso Preventivo Diagnostico Terapeutico Assistenziale PPDTA dedicato e una Rete regionale per la presa in carico multidisciplinare del paziente. Inoltre, per la prima volta in Italia, il sistema sanitario regionale garantirà gratuitamente il farmaco ai pazienti con obesità severa che si trovano in difficoltà economica. È un provvedimento concreto, che trasforma il riconoscimento dell’obesità come patologia in strumenti reali di cura e assistenza“.

I dati Istat

Secondo i dati ISTAT in Lombardia oltre 2,6 milioni di persone sono in sovrappeso e più di 880 mila risultano affette da obesità. Complessivamente, il 43% della popolazione adulta presenta un eccesso ponderale, mentre tra i bambini tra gli 8 e i 10 anni la quota supera il 25%. Una condizione che incide non solo sulla qualità della vita, ma anche sulla stabilità e sulla capacità di risposta del sistema sanitario.
Il provvedimento, composto da otto articoli, punta a rafforzare il sistema sanitario regionale, migliorando prevenzione, diagnosi e cura dell’obesità e delle patologie correlate. Cardine degli interventi è l’introduzione di un approccio multidisciplinare attraverso l’istituzione di un Percorso preventivo diagnostico-terapeutico assistenziale (PPDTA) e di una Rete regionale dell’obesità. Il Tavolo regionale permanente sarà composto da rappresentanti delle principali società scientifiche, dei medici di assistenza primaria, dei pediatri, delle associazioni dei pazienti, dei centri Hub e delle Direzioni generali regionali coinvolte, con la possibilità di integrare ulteriori componenti. I suoi compiti comprendono l’analisi dei bisogni clinici, organizzativi e sociali legati all’obesità, la formulazione di pareri e proposte sui programmi regionali di prevenzione e cura, l’aggiornamento e il monitoraggio dei PPDTA, nonché la promozione di interventi integrati sanitari e sociosanitari. Inoltre, favorisce la formazione, l’informazione e la sensibilizzazione della popolazione e degli operatori, promuove la diffusione delle buone pratiche, lo sviluppo di reti assistenziali e registri regionali della patologia, sostenendo iniziative pubbliche in occasione della Giornata mondiale dell’Obesità.
Ampio spazio è riservato alla prevenzione con iniziative di screening per l’individuazione dei soggetti a rischio e l’attivazione tempestiva dei percorsi di cura e campagne di informazione, soprattutto per le categorie più esposte al rischio obesità e programmi educativi con il coinvolgimento di medici di base, pediatri e farmacisti. La legge promuove, inoltre, programmi strutturati di attività fisica finalizzati alla prevenzione e alla gestione dell’obesità, favorendo lo sviluppo delle “palestre della salute“.
L’attuazione della legge e la valutazione degli effetti delle politiche pubbliche oggetto del provvedimento saranno sottoposte a un sistema di monitoraggio e analisi degli interventi, che verranno illustrati ogni due anni con relazione al Consiglio regionale.

Gli interventi

Durante il dibattito e in dichiarazione di voto sono intervenuti i Consiglieri Jonathan Lobati (FI), primo firmatario del provvedimento, che ha sottolineato la natura sanitaria dell’obesità; Luca Marrelli (Lombardia Ideale) secondo cui “la patologia ha rilevanti ricadute sociali, economiche e psicologiche che la legge affronta“; Patrizia Baffi (FdI), Presidente della Commissione Sanità, che ha illustrato l’ampiezza degli interventi che la normativa mette in campo e su cui sarà necessario monitorare gli esiti; Silvia Scurati (Lega), coordinatrice dell’intergruppo che ha svolto un lungo lavoro di approfondimento che “permette a Regione Lombardia di compiere un importante passo avanti su questa grave emergenza“. Per Nicholas Gallizzi (Noi Moderati) la legge riconosce l’obesità come piaga sociale e malattia cronica recidivante; Giacomo Zamperini (FdI) ha sottolineato l’importanza dell’intervento legislativo, Manfredi Palmeri (Lombardia Migliore) ha apprezzato il valore culturale della legge e l’efficacia di un approccio multisettoriale.
Plauso alla legge è venuto infine da Mauro Piazza, Sottosegretario ai Rapporti con il Consiglio Regionale, che ha sottolineato come “la norma segna un ulteriore passo avanti nel riconoscimento dell’obesità come patologia, contribuendo a istituire una cornice normativa stabile grazie anche all’integrazione tra ospedale e territorio in un approccio multidisciplinare, così da poter garantire l’accesso gratuito ai farmaci con finanziamenti dedicati”.

Approvati anche due ordini del giorno, uno a firma Michela Palestra, ma illustrato da Luca Paladini, entrambi del Patto Civico, in cui si invita la Giunta a garantire l’attuazione dei percorsi di cura dell’obesità e l’accesso alle terapie farmacologiche coordinandoli con i sistemi regionali di controllo dell’appropriatezza prescrittiva. Regione dovrà, inoltre, rafforzare il monitoraggio di prescrizioni, consumi e disponibilità dei farmaci, assicurando indicazioni uniformi agli operatori e prevenendo utilizzi impropri o carenze di approvvigionamento.
Il secondo documento a firma di Pierfrancesco Majorino e illustrato da Carlo Borghetti, entrambi nel PD, riguarda il rafforzamento delle politiche di prevenzione dell’obesità, promuovendo l’educazione alimentare e la consapevolezza nutrizionale nei diversi contesti di vita. Particolare attenzione è rivolta alle famiglie e alle persone più vulnerabili, attraverso iniziative volte a favorire corrette abitudini alimentari fin dall’età evolutiva.

Incidenza tra le più alte in Europa

In Italia, Paese della dieta mediterranea, patrimonio Unesco, il tasso di incidenza dell’obesità è tra i più alti in Europa. Secondo i dati dell’Istituto Superiore di Sanità, nel 2024, il 38,9% degli italiani adulti è in sovrappeso e il 9,8% è obeso. Colpisce soprattutto le classi sociali che vivono in ambienti culturalmente svantaggiati, dove è più difficile sia acquisire strumenti di prevenzione sia accedere alle cure. Il manifestarsi dell’obesità dà avvio a una catena di conseguenze che portano l’organismo ad ammalarsi. Il legame più diretto è con il diabete di tipo 2: tra le persone obese la percentuale di diabetici supera il 10%, contro il 3% delle persone normopeso.
Le patologie legate all’obesità sono spesso malattie di lungo decorso con costi rilevanti. Applicando una stima prudente di 10.000 euro annui per paziente e considerando i 3 milioni di italiani coinvolti, l’Eurispes ha calcolato che il costo complessivo dei disturbi alimentari in Italia supera i 30 miliardi di euro, circa due punti di Pil. Una cifra peraltro certamente sottostimata, perché non include i casi non diagnosticati, i costi sommersi e l’impatto sull’intero sistema sociale

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