Povertà in crescita a Varese: campo estivo e vacanze gratis per 120 bambini

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Un momento della vacanza a Pragelato a cui hanno potuto partecipare i bambini delle famiglie fragili di Varese

VARESE – Offrire possibilità di socializzazione e momenti di svago a chi non se lo può permettere. È l’obiettivo del progetto “La tana della lucertola”, che si è svolto negli ultimi due anni a Varese, a favore dei bambini provenienti da famiglie in situazioni di fragilità economica. È stato così possibile donare un soggiorno in montagna e attività di giochi all’aperto a chi altrimenti sarebbe rimasto in città. Un percorso che vuole continuare: ma c’è bisogno di nuovi volontari e di risorse economiche per finanziare le attività (nel video qui sotto le interviste).


Sempre più famiglie in difficoltà

Il progetto si è svolto con il partenariato del Comune di Varese, che ha ospitato stamattina, mercoledì 6 settembre, un momento di bilancio delle attività. «È sempre più importante il rapporto di collaborazione tra terzo settore, volontariato e l’ente pubblico che fa da regia», ha sottolineato l’assessore ai servizi sociali Roberto Molinari. A coordinatore le iniziative la cooperativa La Casa davanti al Sole, per cui è intervenuto Matteo Secchi, che ha inquadrato la situazione di difficoltà con alcuni dati a livello nazionale. Nel 2021 erano circa 1 milione e 380mila i bambini che vivevano in situazione di povertà assoluta. Dal 2008 al 2021 l’incidenza della povertà assoluta nelle famiglie con bambini è passata dal 3,7 all’11,5%. Un disagio crescente anche sul territorio: «Anche a Varese ci sono bambini che vivono letteralmente in strada da mattina a sera, salvo quando sono a scuola», spiega il rappresentante della cooperativa.

Rispondere a un bisogno

Da qui è nata la necessità di un progetto che fosse in grado di dare una risposta a questo bisogno. Con un bando sostenuto da Intesa Sanpaolo attraverso il Programma Formula in collaborazione con Fondazione Cesvi, alcune donazioni di privati e crowdfunding è partita l’avventura de “La tana della lucertola”. L’obiettivo è quello di garantire ai ragazzi che non avrebbero possibilità di socializzazione l’occasione per sperimentare luoghi e contesti di integrazione in modo gratuito. L’idea forte del progetto è proprio quella che la partecipazione ad attività ricreative sia un diritto di tutti i bambini e non debba essere condizionato dalle capacità economiche della famiglia.

L’assessore Molinari e i rappresentanti delle due realtà coinvolte nel progetto

120 bambini coinvolti

Il progetto ha visto la partecipazione di circa 120 tra bambini e preadolescenti alle diverse attività. Oltre 50 bambini tra i 4 e i 13 anni hanno partecipato ai percorsi laboratoriali all’aperto realizzati a Vengono Inferiore presso “Il Roccolo” dove si sono realizzate 30 giornate dedicate alla condivisione amicale e al gioco non competitivo, con l’obiettivo di favorire competenze trasversali favorevoli all’inclusione di bambini con difficoltà. Presso l’oratorio di Capolago è stato invece organizzato un campo estivo inclusivo cui hanno partecipato oltre 30 bambini. Le attività proposte sono state molteplici, dalle gite ai laboratori musicali e artistici, con la partecipazione di numerose realtà locali come il Rugby Varese, le Guardie ecologiche volontarie e il centro cinofilo Dog’s Avenue Asd.

Prima volta in montagna

Nella prima settimana di agosto un gruppo di 33 bambini e preadolescenti dai 6 ai 15 anni ha potuto partecipare ad una vacanza a Pragelato, in Piemonte, dove tra camminate e giochi all’aria aperta hanno potuto sperimentare piacevoli momenti di vita in comune ma anche partecipare e collaborare nella autogestione. Ad accompagnare i ragazzi La Casa del giocattolo solidale di Varese. «C’è stata grande sinergia – ha raccontato Simona Beggio – i grandi aiutavano i piccoli e c’era una bella armonia. C’erano bambini che non avevano mai visto un fiume né mai visto una montagna». Le attività sono state realizzate in collaborazione e in partnership con i servizi sociali del Comune di Varese che ha proposto e accompagnato i bambini e le famiglie beneficiarie del progetto. Il soggiorno in montagna si affianca agli altri progetti promossi dall’associazione, che si occupa anche di doposcuola e di corsi di italiano per le mamme straniere, come ha raccontato Mariangela Vallese.

Dare un futuro al progetto

Ora l’obiettivo è dare un futuro al progetto, che si avvia alla conclusione del suo orizzonte temporale durato un biennio. «Stiamo cercando di capire come proseguire per portarlo avanti per il prossimo anno», ha sottolineato Matteo Secchi. Già nel mese di ottobre è prevista la partecipazione alla proposta di Fondazione Comunitaria del Varesotto “30 giorni per donare”, con l’obiettivo di iniziare da subito la raccolta delle risorse necessarie a far ripartire le proposte. Gli organizzatori hanno sottolineato che il dono a cui tengono non è solo quello delle risorse economiche, ma anche del proprio tempo e del proprio entusiasmo per collaborare assieme a promuovere una comunità accogliente e inclusiva.

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