Caro Direttore,
qualche tempo fa , leggendo una rivista di motori , ho trovato le proteste di un cliente che aveva acquistato un veicolo di una nota marca automobilistica, che si era dimostrato non consono alle aspettative e con un grave difetto di fabbrica. Incredibile la risposta della casa madre : “… evidentemente il problema è dovuto ad una fortuita concomitanza di concause negative , ugualmente catalizzate da contingenti condizioni ambientali “. Sfido chiunque ad interpretare questa risposta , così come chiedo di interpretare la risposta dell’ Ufficio Stampa Asst Valle Olona alle proteste dei cittadini sulla vicenda Primo Intervento del Bellini di Somma.
È doveroso che, quando si danno delle risposte ufficiali, ci si assumano le proprie responsabilità. Il vezzo poco elegante di delegare ad un anonimo Ufficio stampa per non assumersi le proprie responsabilità è un deja vu molto usato da certa politica, ma qui si gioca con la pelle della gente e la politica “dovrebbe” rimanere fuori dalla porta, o no ?
Si ricordano lacune e carenze che già il Pronto Intervento presentava e i cittadini lamentavano, come se l’aver aggravato la situazione, declassandolo in pratica ad ambulatorio medico, fosse una normale conseguenza. Ma in una situazione problematica non è d’obbligo cercare di porre rimedio agli aspetti negativi e alle carenze ?
Confido vivamente che la decisione di rimettere in funzione il Primo Intervento al Bellini venga
riconsiderata e che l’impegno di tutti i cittadini, senza distinzione politica, anche di quelli che ricoprono incarichi di rilievo, possa fare cambiare idea ai vertici della Sanità.
Luigi Peruzzotti
già Senatore della Repubblica
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Caro Peruzzotti,
Lei ed io, alla luce della Sua seconda missiva pubblica sulla questione del Bellini di Somma Lombardo, potremmo continuare all’infinito il nostro dialogo epistolare nell’attesa che chi di dovere ci metta la faccia. Ricordo – certamente ne avrà memoria anche Lei – direttori generali di Ussl e Ao, ed esponenti politici locali pronti ad assumersi le proprie responsabilità in prima persona, senza timore di replicare a un articolo di denuncia, fosse Ferragosto o Natale. Tanto meno si sarebbero sottratti a una intervista, anzi, l’avrebbero pretesa.
La stragrande maggioranza di loro erano espressione del centrodestra, come quelli di oggi. Ma forse faceva premio un atteggiamento consono al ruolo, che privilegiava il valore del dialogo e della trasparenza. O forse erano semplicemente altre stoffe. Nessuno di loro avrebbe mai parlato di semplice “trasferimento” del Primo Intervento, ma correttamente di chiusura per sostituirlo con un ambulatorio con ben altre caratteristiche e funzioni.
E nessun amministratore locale si sarebbe eclissato, come sta succedendo oggi a Somma Lombardo, davanti al depotenziamento di un servizio per i cittadini. Per non dire dell’obbligo istituzionale dei vertici dell’Asst di rispondere, senza ripararsi dietro un ufficio stampa e a comunicati addomesticati, all’ultimo dei cittadini come a un parlamentare della Repubblica.
Ho il tremendo sospetto che oggi si agisca come se un ospedale fosse di proprietà privata e non un presidio pubblico, cioè di tutti. Sarà anche per questo che da Palazzo Lombardia, dove ci sono assessori e consiglieri sempre lesti nella chiacchiera, non è arrivata una sola parola sull’argomento. Al punto che ad alzare la voce, oltre alle opposizioni di sinistra, siano stati i vannacciani. Veda Lei se è possibile. (Vincenzo Coronetti)
Primo intervento di Somma chiuso, ancora polemiche. Asst Valle Olona spiega
