MILANO – Super mafia in Lombardia, la maxi udienza preliminare dell’inchiesta Hydra è entrata nel vivo ieri, mercoledì’ 18 giugno nell’aula bunker di Opera. Il Comune di Milano, quello di Varese, la Regione Lombardia, la Città metropolitana di Milano, sono stati tutti ammessi come parti civili per il riconoscimento degli eventuali danni nell’ udienza a carico di 143 persone, davanti al gup Emanuele Mancini, su un presunto “sistema mafioso lombardo”, una “alleanza” tra “appartenenti” a Cosa nostra, ‘ndrangheta e camorra e che sarebbe stato attivo tra Milano e Varese per fare “affari”.
Accolta in parte la costituzione di Legnano
Accolta parzialmente anche la costituzione del Comune di Legnano relativa a due capi di imputazione (associazione a delinquere di stampo mafioso e estorsione con l’aggravante del metodo mafioso) nei confronti di uno degli imputati.
L’udienza “monstre”
Il 9 luglio il gup raccoglierà definitivamente le scelte degli imputati sui riti alternativi, come abbreviati e patteggiamenti, o ordinari, ossia la prosecuzione dell’udienza preliminare. Tra gli indagati per cui è stato chiesto il rinvio a giudizio, che dovrà essere vagliato da un gup in una maxi udienza, anche Paolo Aurelio Errante Parrino, in carcere dal 28 gennaio scorso e legato al mandamento di Castelvetrano, quello di Matteo Messina Denaro. Il gip Tommaso Perna nell’ottobre del 2023 aveva rigettato 142 istanze di misura cautelare su 153, disponendo undici arresti e bocciando, in pratica, l’accusa di associazione mafiosa come “consorzio” delle tre mafie.
Il Riesame, poi, più o meno un anno dopo, aveva invece dato ragione ai pm e riconosciuto l’associazione mafiosa, disponendo il carcere per 41 indagati. Poi, dopo la conferma anche della Cassazione sulle misure cautelari, erano stati eseguiti i numerosi arresti.
Super mafia in Lombardia, il Comune di Legnano parte civile nel processo Hydra
