Al via la nuova stagione del Maga con l’omaggio a Silvio Zanella

programma maga zanella

GALLARATE – Sarà con l’omaggio al fondatore Silvio Zanella, in occasione del centenario della nascita, che prenderà il via la nuova stagione espositiva al Maga. Il programma autunnale del museo di Gallarate, la cui inaugurazione avverrà sabato 13 ottobre alle 18, comprenderà inoltre le opere di Marina Ballo Charmet, Marion Baruch e Diego Marcon.

Silvio Zanella: artista, designer e promotore culturale

Da domenica 14 ottobre, prima apertura in cui il partner istituzionale Ricola offrirà l’ingresso gratuito a tutti i visitatori, prenderà il via la nuova stagione espositiva che esplorerà diversi ambiti e linguaggi della ricerca artistica contemporanea. Il programma autunnale avrà inizio con l’omaggio a Silvio Zanella, poliedrica figura di artista, designer, promotore culturale, uomo politico e sociale, nonché ideatore e fondatore del Museo gallaratese. “Diari” presenterà, fino al 6 gennaio 2019, una serie di mostre in varie sedi della città in grado di restituire la sua arte, così come il suo universo immaginario, con mobili, dipinti, fogli, disegni e appunti. La rassegna prenderà idealmente avvio dal Maga dove sarà creato l’Ambiente Zanella, stanza collocata nel cuore del museo che accoglierà opere e oggetti provenienti dall’archivio a lui dedicato. In occasione del centenario della nascita (avvenuta il 9 ottobre 1918) gli eredi hanno donato alla città e al museo una serie di dipinti e disegni, accanto a documenti di diversa natura, che saranno esposti al Maga e in altre due sedi, Museo della Basilica (dal 13 ottobre) e Università del Melo-Officina Open (inaugurazione venerdì 19 ottobre alle 18). Le esposizioni saranno accompagnate da una mappa esplicativa delle sedi e dei luoghi segnati dalla presenza delle sue opere.

Gli altri artisti esposti al Maga

Domenica 14 ottobre avrà inoltre inizio l’antologica di Marina Ballo Charmet (Milano, 1952), dal titolo “Au Bord De La Vue – Linee Biografiche”. Fino al 6 gennaio 2019 la mostra, curata da Jean-François Chevrier in collaborazione con Élia Pijollet, presenterà cinquanta immagini, completate con tre video, in grado di ripercorrere cinquant’anni di carriera. Al termine dell’esposizione alcune opere entreranno a far parte della collezione permanente al Maga. L’antologica indaga la cifra più caratteristica dell’artista milanese, che si contraddistingue per il metodo di ricerca attraverso un peculiare intreccio di interessi linguistici, paesaggistici, filosofici e psicoanalitici, rivolgendosi a temi come il quotidiano, il “sempre visto” che la stessa fotografa e videomaker definisce “il rumore di fondo della nostra mente”.
L’autunno al Maga include anche altre due iniziative.
La prima, fino al 28 ottobre 2018, sarà “Abbraccio lo spazio e lo attraverso”, personale di Marion Baruch. L’esposizione, curata da Noah Stolz, presenterà una serie di installazioni che analizzano la dimensione estetica e percettiva dell’artista (Timisoara, 1929) che da tempo vive e lavora a Gallarate. Il rapporto che instaura con la materia è di tipo funzionale; ciò che le interessa maggiormente sono le dinamiche dell’esperienza dello spazio, la delimitazione di uno spazio astratto che può essere abbracciato con lo sguardo e poi attraversato. Tutta l’opera di Marion Baruch costituisce una sola grande indagine sulle potenzialità del vuoto.
La seconda, che si tiene in occasione della Giornata del Contemporaneo di Amaci, nell’ambito del progetto Museo Chiama Artista Amaci, proporrà, fino al 23 ottobre, l’opera “Il malatino” di Diego Marcon (Busto Arsizio, 1985), autore che proprio in quella data parlerà della sua ricerca e della sua pratica. Già selezionato dal Maga per entrare in collezione nel 2012, la sua ricerca si distingue per la qualità e specificità di un linguaggio che attraverso film, video e l’animazione analizza la realtà estendendone i confini, valicando i limiti del verosimile e addentrandosi in nuovi territori.

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