VARESE – Salta la mozione sul sostegno al Varese Pride e scoppia il putiferio nella maggioranza di Villa Recalcati con un Partito Democratico furibondo.
I fatti
Più dell’assemblea dei sindaci che a stragrande maggioranza ha votato a favore un bilancio consuntivo che chiude con 7 milioni di utile fa rumore il pasticcio sulla mozione di sostegno al Varese Pride che salta. Il documento di sostegno all’iniziativa Lgbtq è ormai una tradizione a Villa Recalcati. La sorpresa però sta sempre nel finale, e questa volta è grossa. Nel secondo round del consiglio, convocato online oggi – mercoledì 30 aprile – al momento di presentare la mozione il consigliere Marco Colombo di Fratelli d’Italia ha chiesto il ritiro del documento. Motivo: da ricercare nel regolamento dell’ente che dice che si possono ritirare mozioni su argomenti non attinenti alle competenze provinciali. Si decide a quel punto di votare la proposta di ritiro e la votazione va così: tutta la minoranza, ovvero 6 consiglieri, vota a favore, il presidente Marco Magrini per primo esprime un voto di astensione seguito dai 5 della Provincia al Centro. Contrari al ritiro restano solo i 5 consiglieri Pd. Risultato: il punto viene ritirato e sulle chat (i consiglieri erano in remoto) scoppia il finimondo.
La crisi sulle chat
Lo scambio di accuse è pesante. I 6 consiglieri di opposizione gongolano, quelli della Provincia al Centro dicono: «Noi abbiamo seguito l’indicazione del presidente che si è astenuto». E quelli del Partito Democratico schiumano rabbia: «Ieri abbiamo masticato amaro sull’ordine del giorno e oggi ci ritroviamo minoranza nella maggioranza». Per Villa Recalcati sarà un Primo Maggio di fuoco.
Con parole che scappano a collegamento ancora in corso quando Stefano Bellaria dice a Magrini: «Sì, sì presidente avremo modo di rifletterci e ne parleremo in maggioranza. Che scivolone». Benzina sul fuoco.
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