VARESE – Dopo il passo avanti che ha contribuito al tilt politico e nell’attesa generale del suo passo indietro, il sindaco di Azzate Raffale Simone aggiorna il politichese sulle “uscite di scena” con un meno abusato e più originale «passo di lato». E con un «ritiro, ufficiosamente, la mia disponibilità» a ricoprire il ruolo di rappresentare i Comuni sotto i 5 mila abitanti al Cal.
Sul Cal hanno vinto tutti
Sul Cal, questo sconosciuto ai più prima della votazione online andata a gambe all’aria una settimana fa, si è giocata una partita tanto inattesa quanto curiosa e con esiti che alla fine lasciano a tutti il proprio “trofeo” politico. Ai civici di Eupolis, che hanno segnato il punto ricordando, a chi se ne fosse dimenticato, che quando i sindaci senza bandiera possono contarsi… contano. E che quindi le prossime partite politiche, i partiti le dovranno giocare su un campo che contempli quanto meno anche i civici. E non rinchiusi nei caminetti. Ai “guerriglieri” leghisti (e non solo), che hanno potuto mettere una tagliola sul cammino del segretario provinciale Cassani. A qualche piddino, che si è tolto la soddisfazione di mettere in crisi un accordo (perché l’accordo c’è) rosso-verde. Al presidente della provincia Magrini, che dopo giorni di bordate porta i sindaci a una votazione in presenza. Ai partiti, in particolare Pd e Lega, i quali, seppur con le buone e anche le cattive, hanno sistemato (diciamo così) le beghe interne scaturite sul tema. E al Cal stesso, che dopo l’elezione programmata per domani, giovedì 7, potrà tornare nell’oblio e gli eletti potranno lavorare lontano dai riflettori delle quotidiane cronache politiche. E in ultimo, ma solo per via dell’ordine cronologico sugli interventi in materia, anche il sindaco di Azzate può uscire bene da una situazione che ha dato un segnale inequivocabile: quel che oggi è certo, in modo particolare in Provincia, non è calcificato. ViaKal.
La nota del sindaco di Azzate
Raffaele Simone ha diramato una nota ufficiale in cui spiega la sua scelta. Comunicato che riportiamo qui di seguito integralmente.
In questi giorni ho letto diverse ricostruzioni, prese di posizioni e analisi sul tema, e allora, una volta per tutte, sono a rimarcare che la mia è stata una candidatura civica, richiesta e sostenuta da alcuni amministratori locali ed accettata per puro spirito di servizio verso il territorio; non contro o a favore di questo o quel partito ma unicamente a favore della nostra Provincia.
Così come civica è l’amministrazione che guido da maggio 2023, composta da persone, da cittadini, con diverse sensibilità politiche che hanno deciso di impegnarsi in prima persona per il proprio comune. Ritengo altresì evidente che, visti i numeri della votazione online, si debba fare una riflessione generale, a livello di partiti politici, sul fatto che forse un maggior coinvolgimento delle amministrazioni e degli amministratori locali sarebbe auspicabile rispetto ad accordi partitici fra segreterie, su una votazione “tecnica” come quella per il Cal così come anche su altri temi.
Proprio seguendo lo spirito di servizio che mi ha portato a dare disponibilità per questa candidatura e poco interessandomi gli equilibri e le diatribe partitiche in senso stretto tengo prima di tutto, a ringraziare i 42 sindaci che si sono riconosciuti in questa candidatura e in seconda battuta, visto il contesto creatosi a seguito dell’annullamento (tra l’altro non ancora comunicato con atto formale) della votazione tenutasi il 28 novembre a non a fare un passo indietro, in quanto per il nostro territorio ci sono e ci sarò sempre, ma di lato, ritirando, quantomeno ufficiosamente, la mia disponibilità, con la speranza concreta che, ad ogni livello, si presti orecchio a quelle che sono le istanze di un territorio che, evidentemente, chiede di essere ascoltato.
