Quell’odioso sovrapprezzo per il biglietto a bordo sui bus Stie di Busto Arsizio

Busto Arsizio, benvenuti negli anni ‘90.

Sabato pomeriggio, stazione centrale di piazza Volontari della Libertà. Mi trovo ad avere l’occasione di salire sull’autobus urbano per percorrere un breve tragitto di poco più di due chilometri in direzione ospedale. Essendo l’edicola della stazione chiusa, non ho modo di acquistare il biglietto se non a bordo. Il prezzo? Euro 2,50 invece che 1,60, come dovrebbe costare il biglietto di corsa semplice secondo il tariffario stabilito.

Sorgono spontanee alcune domande. È davvero questo il modo di incentivare la mobilità sostenibile? Possibile che nel 2026 non ci sia la possibilità di acquistare un biglietto online come si fa in ogni parte del mondo per evitare un odioso sovrapprezzo sul biglietto di corsa singola del bus “arancione”?

Il servizio urbano degli autobus a Busto Arsizio è anche piuttosto capillare, ma speculare in questo modo sugli utenti non è accettabile. Le rivendite sono poche e non segnalate, e l’alternativa al biglietto a bordo, spesso, non c’è.

Il Comune imponga alla Stie, concessionaria del servizio di trasporto pubblico, di adeguare le prescrizioni in modo da non penalizzare gli utenti occasionali – soprattutto quando le rivendite dei biglietti sono chiuse – con un sovrapprezzo che non può fare altro che disincentivare l’utilizzo degli autobus.

Lettera firmata, Busto Arsizio 

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busto arsizio biglietto stie – MALPENSA24
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