VARESE – «Non avrei parlato di “avviso di sfratto” a Meloni. Sarei stato molto più attento a politicizzare il voto». Commenta così l’esito del referendum dell’8 e 9 giugno il senatore varesino Alessandro Alfieri, coordinatore della corrente riformista Pd di Energia Popolare. Una frecciata, non la prima, alla segreteria di Elly Schlein, che ha rivendicato la “non vittoria” sulla base del ribattezzato “Quorum Boccia”, ovvero il calcolo fatto dal capogruppo PD al Senato Francesco Boccia, che aveva messo l’asticella a 12 milioni e 400mila voti, uno in più rispetto a quelli presi dalla coalizione di centrodestra guidata da Giorgia Meloni alle elezioni politiche del 2022.
L’intervista di Alfieri
«Quando vanno a votare più di 14 milioni di persone bisogna avere grande rispetto – le parole di Alfieri a SkyTg24Economia – io ho votato tre sì e due no e ho invitato tutti ad andare a votare. Sarei stato molto più attento a politicizzare il voto, non avrei usato le parole “avviso di sfratto” a Meloni, starei più attento a non confondere un referendum con le elezioni politiche. Sono logiche diverse. Sarei molto più prudente. Bisogna valorizzare il messaggio forte e chiaro: 13 milioni di voti che chiedono più attenzione al lavoro». Insomma, per Alfieri la linea della segreteria Dem non è stata molto prudente. Ed è un invito a non insistere sulla rivendicazione della “non vittoria” del referendum.
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