Centri estivi a Rescaldina, si cambia: «Costi elevati e sempre meno educatori»

rescaldina bambini centri estivi

RESCALDINA – Cambio di prospettiva nell’organizzazione dei centri estivi per l’amministrazione comunale di Rescaldina. Come osservano l’assessore alla pubblica istruzione e partecipazione Loredana Pigozzi e il vicesindaco con delega al bilancio Gianluca Crugnola, le esperienze degli ultimi anni hanno fatto emergere che sul mercato sono sempre meno le cooperative che si presentano ai bandi per l’affidamento del servizio di centro estivo e che hanno la capacità di mantenerne alta la qualità, a causa anche della mancanza di educatori per i quali spesso si tratta di instaurare rapporti di lavoro temporanei con contratti della durata di poche settimane. Ciò ha prodotto un rilevante aggravio di costi – l’anno scorso l’organizzazione dei centri per circa 80 utenti è costata al Comune per il solo affidamento 67.715 euro, quasi 850 euro a testa – e una difficoltà nel mantenere gli standard educativi.

Bambini in oratori, cooperative sociali e società sportive

Per questi motivi, per il servizio ai bambini della scuola primaria e secondaria è intenzione dell’amministrazione valorizzare le realtà già presenti sul territorio, come gli oratori, che investono nell’educativa per tutto l’anno, le cooperative sociali con presenza continuativa sul territorio e le associazioni sportive che organizzano campus grazie al volontariato dei propri allenatori e dirigenti. L’amministrazione Ielo ha quindi stabilito di destinare un budget di circa 30.000 euro, di cui la metà sarà messa a bando con assegnazione secondo punteggi a carico degli uffici comunali e l’altra metà sarà destinata all’assistenza educativa per persone con disabilità.

Tutto invariato per la scuola dell’infanzia

Per i bambini della scuola dell’infanzia, che sul territorio presenta poche alternative e dato che quelle presenti non sarebbero in grado di assorbire tutti gli utenti che oggi fruiscono dell’offerta comunale, il servizio sarà garantito con modalità analoghe a quelle adottate negli scorsi anni, affidando il servizio a un gestore che incasserà le rette oltre alle integrazioni che come in passato resteranno a carico del bilancio comunale.

«Siamo certi – affermano Pigozzi e Crugnola – che le famiglie possano comprendere la nostra scelta coraggiosa ma ponderata, mirata a focalizzare l’attenzione sulla possibilità di avere servizi di qualità con la migliore razionalizzazione possibile delle risorse disponibili».

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