BUSTO ARSIZIO – Si riaffaccia, ma viene subito rimessa nel cassetto, l’ipotesi di riaprire al traffico una parte di piazza Vittorio Emanuele. A rilanciare la proposta, ancora una volta, è l’assessore al commercio Matteo Sabba, che vorrebbe far transitare le auto nel tratto tra via Pozzi e via Marliani, verso via Montebello. Ma dopo i ripetuti stop in giunta – l’ultimo ricevuto giovedì scorso – arriva anche il pollice verso del consigliere delegato alla viabilità Alex Gorletta: «Legittimo discuterne, ma sarebbe in controtendenza con gli indirizzi dati con il PUMS. Faccio fatica a comprenderne il senso».
La giunta ne parla
Il confronto in giunta sul nuovo bando dei Distretti del Commercio, che prevede interventi di riqualificazione del verde e degli arredi urbani di piazza Vittorio Emanuele, ha fatto riemergere un’ipotesi che l’assessore Sabba accarezza ormai da tempo: consentire nuovamente il passaggio delle auto davanti alla biblioteca, nel tratto di piazza tra via Pozzi e via Marliani, verso via Montebello. «In giunta sono l’unico a pensarlo – ammette Sabba a “La Prealpina” – ma per me è l’unico modo per rendere attrattiva la piazza. Poi, quando funziona, si valuterà se chiuderla o no». Tra i colleghi dell’esecutivo però Sabba non avrebbe riscosso consensi, solo picche.
Nemmeno temporanea
Tra l’altro il tema della riapertura alle auto di piazza Vittorio Emanuele era già stato dibattuto in relazione alle modifiche viabilistiche previste in via Borroni, con il restringimento della carreggiata richiesto dal cantiere della nuova residenza di lusso in costruzione davanti all’ex carcere che dovrebbe portare ad un certo punto all’istituzione temporanea di un senso unico lungo la via Borroni. Ma l’idea di individuare il tratto di piazza davanti alla Biblioteca come possibile percorso alternativo per il traffico era già stata bocciata. Ora a fare muro al «sogno» di Sabba arriva anche il consigliere delegato alla viabilità Alex Gorletta, che è anche capogruppo della Lista Antonelli, la stessa di cui fa parte l’assessore.
Gorletta dice stop
«Il dibattito è sempre legittimo e credo che il tema vada affrontato con una visione complessiva della città, senza limitarsi a un singolo intervento – premette Gorletta – un assessore può e deve avere una propria idea. È assolutamente corretto che l’abbia condivisa in giunta e altrettanto corretto che altri amministratori abbiano espresso valutazioni differenti. Il confronto serve a questo». Ma il delegato alla viabilità ha un’opinione diversa da quella di Matteo Sabba: «Il PUMS non è ancora stato approvato definitivamente, ma rappresenta comunque il riferimento strategico verso cui stiamo orientando molte riflessioni sul futuro della città. Non stiamo inventando nulla di nuovo: sono politiche che molte città, anche più grandi e importanti della nostra, stanno adottando da tempo, spesso con risultati positivi anche sul piano dell’attrattività e del commercio, quando accompagnate da investimenti e interventi di qualità».
Al di là delle ipotesi che potrà avanzare l’assessore Sabba, il consigliere Gorletta non vede un’eventuale marcia indietro sulla pedonalizzazione di piazza Vittorio Emanuele come positiva: «Sono sicuro che l’assessore stia ragionando su come rendere quell’area più attrattiva, ma faccio fatica a comprendere il senso di una riapertura al traffico di un tratto oggi pedonale, soprattutto alla luce del percorso che la città sta compiendo. Andare in controtendenza rispetto agli indirizzi che ci siamo dati sarebbe, a mio avviso, poco vantaggioso dal punto di vista pratico oltre che politico». Anche perché «in quell’area il Comune ha recentemente investito sull’ampliamento e sull’ammodernamento dei servizi culturali, con il recupero delle ex carceri austriache a supporto della biblioteca – ricorda Gorletta – l’auspicio è che la cultura e la fruizione pubblica possano occupare sempre di più quello spazio urbano. Personalmente eviterei quindi di interrompere questa naturale estensione della piazza e delle sue funzioni con il ritorno del traffico veicolare».
E poi c’è il tema della sicurezza. «È vero che qualcuno potrebbe sostenere che una strada aperta al traffico aumenti la presenza di persone e possa scoraggiare alcune situazioni di degrado – sostiene il delegato alla viabilità – tuttavia esiste anche un’altra forma di sicurezza che non può essere ignorata, quella stradale. Sappiamo bene che non tutti rispettano i limiti e le regole di circolazione e introdurre nuovamente il traffico veicolare in un contesto frequentato da pedoni comporta inevitabilmente dei rischi. Per questo ritengo che la tutela delle persone e la qualità dello spazio pubblico debbano rimanere elementi centrali in qualsiasi valutazione futura». Parole che fotografano una posizione piuttosto chiara: la discussione può anche continuare, ma al momento la riapertura al traffico di piazza Vittorio Emanuele appare lontana dagli indirizzi che l’amministrazione sta seguendo sul fronte della mobilità urbana.
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