VARESE – «È la missione fondamentale insieme alla formazione. Nel nostro ateneo la ricerca coinvolge tutti i settori del sapere». Così la rettrice Maria Pierro ha aperto gli Stati Generali della Ricerca dell’Università dell’Insubria che si sono svolti oggi – giovedì 13 novembre – nell’aula magna di via Ravasi. Un momento di confronto e condivisione aperto alla comunità accademica e alle realtà scientifiche e imprenditoriali del territorio (nel video qui sotto le interviste).
Centrale per l’università
Ad aprire i lavori insieme alla rettrice il prorettore vicario Umberto Piarulli e il direttore generale Antonio Romeo. Il delegato della rettrice alla ricerca Loredano Pollegioni è poi entrato nel cuore della mattinata, in cui i diversi dipartimenti di ateneo sono stati invitati a presentare la propria esperienza. L’ateneo ha presentato i dati aggiornati che confermano una crescita costante: 8 dipartimenti, 61 centri di ricerca, 9 interuniversitari e 6 speciali, oltre 450 tra docenti e ricercatori e più di 230 dottorandi attivi in ambiti che spaziano dalle scienze della vita alla tecnologia, dal diritto all’economia, fino alle discipline umanistiche. Nel 2024 l’Insubria ha vinto 22 progetti nazionali e 4 internazionali, per un totale di quasi 8 milioni di euro, oltre a numerosi contratti di ricerca commissionata, e ha visto un continuo incremento del numero dei propri ricercatori nell’elenco dei “top scientists” internazionali. «La ricerca è centrale per l’università, è quello che ci distingue», ha detto Pollegioni.
Quattro piattaforme
L’Insubria ha costituito quattro nuove piattaforme scientifiche, ovvero raggruppamenti interdisciplinari di ricercatori, conoscenze e competenze. Un sistema innovativo, costruito su competenze trasversali e tecnologie all’avanguardia, per affrontare alcune tra le più urgenti sfide contemporanee. Le piattaforme scientifiche dell’Insubria sono strutture orizzontali e flessibili, pensate per favorire l’interazione tra discipline, promuovere progetti interdisciplinari, attrarre finanziamenti competitivi e costruire ponti tra università, territorio e imprese. La piattaforma Sostenibilità, guidata dai docenti Antonio Di Guardo, Adriano Martinoli, Loredano Pollegioni e Raffaello Seri, riunisce esperti di economia, biotecnologie, scienze ambientali e applicate. La piattaforma Tecnologie per energia, salute e ambiente è coordinata dai docenti Matteo Clerici, Lorella Izzo, Norberto Masciocchi e Luca Nardo con l’obiettivo di supportare la transizione ecologica e digitale, la medicina personalizzata e la sicurezza ambientale. Quindi la piattaforma Cybersecurity e privacy, coordinata da Elena Ferrari e Geo Magri e la piattaforma Fragilità curata dai docenti Alberto Castelli, Cristina Giaroni, Elena Maggi, Roberto Papait, Luigi Testa, Alessandra Vicentini, che si occupa delle vulnerabilità che possono emergere in ambito personale, sociale e sanitario.
Anche il crowdfunding
L’Università sostiene la propria comunità scientifica con bandi Far, assegni di ricerca, fondi per giovani studiosi e per attrezzature, insieme al supporto dell’Ufficio Ricerca, che accompagna i ricercatori nella progettazione, nell’accesso ai finanziamenti e nella formazione continua. Altra iniziativa di valorizzazione della ricerca è il crowdfunding: l’Insubria lancerà a dicembre la sua prima campagna per sostenere piccoli progetti di ricerca a forte impatto sociale, proposti da giovani studiosi dell’ateneo. Sono già stati individuati 8 progetti, uno per dipartimento, che spaziano da temi come l’inclusione dei giovani di seconda generazione a studi sulla toponomastica femminile, fino a ricerche di carattere più scientifico. L’obiettivo è favorire l’avvio di nuove linee di ricerca e creare un legame più diretto tra università, territorio e cittadini, chiamati a partecipare attivamente alla crescita della conoscenza.
Insubria, la rettrice Pierro: «Un anno di grande impegno e determinazione»
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