VARESE – «Un anno di grande impegno e dedizione e anche di determinazione. Un anno bellissimo di grandissime iniziative». Così la rettrice dell’Università dell’Insubria Maria Pierro ha riavvolto il nastro dei suoi primi 12 mesi alla guida dell’ateneo di Varese e Como – le due sedi citate più volte insieme al polo di Busto. Nell’incontro con la stampa per fare il punto sul primo anno di mandato ha toccato tanti temi, dal rapporto col territorio fino alla didattica e ai problemi da superare (qui sotto il video).
Il piano strategico
Affiancata dal prorettore vicario Umberto Piarulli e dal direttore generale Antonio Romeo, la rettrice ha annunciato innanzitutto il nuovo piano strategico 2024-2030 che traccia la strada per il prossimo sessennio: il documento è stato illustrato alla comunità accademica proprio nel pomeriggio di oggi, lunedì 3 novembre. Maria Pierro ha ringraziato i 14 delegati che si occupano di altrettante aree strategiche per il loro lavoro in questi primi mesi. «La prima cosa su cui ci siamo concentrati – ha esordito – è il miglioramento dei rapporti con il territorio». Tra gli investimenti ha citato per Como la nuova aula magna nella sede di Valleggio e per Varese l’idea di spostare in centro alcuni corsi. Oltre all’iter che avanza per il nuovo edificio che sorgerà presso il campus di Bizzozero. «Abbiamo avuto un finanziamento di 13 milioni dal Ministero e sta per partire il bando. Spero che nel giro di 2-3 anni avremo questo nuovo edificio. Con Ats stiamo pensando a come risolvere i problemi di parcheggio nell’area».
I nuovi corsi
«Ci siamo dedicati anche all’individuazione di nuovi corsi di formazione», ha aggiunto. Sono due i percorsi che dovrebbero partire dal prossimo anno accademico se arriverà l’ok dal Ministero. Un corso di studio in Farmacia avrà sede a Como ma si articolerà anche a Busto («Pensiamo che Busto sia un polo strategico per tante ragioni», ha detto la rettrice). Quindi il primo corso professionalizzante dell’ateneo in Tecniche digitali per l’ambiente e le costruzioni, rivolto ai geometri in risposta alle richieste degli ordini professionali di Lombardia e Piemonte vista l’assenza di corsi di questa tipologia nell’area. Avrà sede a Varese. L’ateneo si sta inoltre preparando alla visita Cev, promossa dal Ministero: una commissione di esperti di valutazione che si tiene ogni 5 anni e si svolgerà nel 2026. Quindi un pensiero ai suoi due più stretti collaboratori. «È fondamentale la presenza di Umberto Piarulli con cui vado d’accordo e non c’è cosa che non condividiamo – ha detto – siamo in due perché il territorio è molto esteso, cerchiamo di essere presenti il più possibile per tutti, dai docenti a personale tecnico-amministrativo e studenti». Ha poi definito indispensabile la presenza del direttore generale Romeo, entrato in servizio la scorsa primavera, «che ha ricoperto questo ruolo in grandi università italiane e ci sta dando supporto per dare un’accelerata a questa macchina».
Assunzioni in area medica ed ex caserma
Sul lato dei numeri l’Insubria vanta circa 12mila studenti e le immatricolazioni procedono bene con circa 3300 iscritti al momento. Per il semestre filtro di medicina «è stato costituito un gruppo di lavoro molto forte e strutturato», ha sottolineato la rettrice. Il primo appello sarà il 20 novembre, il secondo il 10 dicembre. Circa 600 gli studenti che hanno frequentato in questi mesi. Chi dovesse rimanere escluso avrà la possibilità di “corsi scivolo”, ovvero di iscriversi ad altri corsi in ambito sanitario con il riconoscimento degli esami. Ma qualche difficoltà c’è stata nell’area medica: il riferimento è all’impossibilità di assumere i vincitori dei concorsi. «La Regione ad aprile ha sospeso il protocollo con gli atenei lombardi che non possono più assumere i vincitori di concorso. La sospensione non ci è stata notificata direttamente, ma ai dg e noi l’abbiamo saputo in seconda battuta. È un problema: questo impatta su ricerca e formazione». Il tema è giunto a livello nazionale e proprio in queste ore è calendarizzato un incontro con tutti i rettori lombardi, l’assessore Bertolaso e il Ministero. Una battuta poi sulla possibilità di spazi per l’ateneo nella vicina ex Caserma Garibaldi in fase di riqualificazione. «Nei confronti avuti col Comune – ha detto la rettrice – ci è stato detto che i miei predecessori avevano declinato l’interesse. Io l’ho manifestato più volte e non c’è volta che non ritorni sul tema, ma la destinazione è già stata stabilita. Sarebbe l’optimum per noi. Ma non è quella la destinazione dove andremo».
L’Insubria cresce: dialogo con gli ospedali e investimenti a Busto, Varese e Como
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