CANEGRATE – La piantagione del Progetto Forestami a Canegrate torna a far parlare di sé. Male. Basta vedere com’è ridotta dopo gli ultimi tagli (nelle foto) per mettere in serio dubbio la gestione dell’intervento di rimboschimento compiuto nel 2021 vicino al cimitero: l’area è ridotta a una vasta superficie di sterpaglie ed erbe secche, con molte essenze arboree perite o deperite. Lo stesso sindaco spiega a Malpensa24 di essersi attivato per chiedere conto degli ultimi lavori fatti.
Già nel 2022 la manutenzione dell’area inaugurata in pompa magna l’anno prima, nell’ambito dell’ambizioso progetto di forestazione urbana promosso da Città Metropolitana di Milano, fu oggetto delle critiche del gruppo consiliare di minoranza Canegrate nel cuore, che lamentava la «situazione di particolare degrado e incuria. Bisogna prendersi cura nel tempo dei progetti a cui si aderisce, e non prenderli in considerazione solo al momento dell’inaugurazione» aggiungevano i consiglieri di centrodestra.
Vignati (Ara): «Manutenzione dannosa, morte decine di piante»

Ora a risollevare la questione è Igor Vignati, presidente di Ara-Associazione recupero ambientale che si occupa di salvaguardare la biodiversità attraverso la creazione di zone umide e verdi. «Per l’ennesima volta – lamenta Vignati – nelle scorse settimane Forestami si è occupata del taglio dell’erba nei diversi terreni a Canegrate, facendo morire una grossa quantità di piante ormai già ben attecchite. Solo nel terreno adiacente alla mia proprietà, in via Petrarca 6, saranno più di 50 piante. Questa situazione è inaccettabile, si tratta di uno spreco di denaro pubblico».
Il presidente dell’associazione ricorda di averne parlato con l’assessore comunale alla tutela del patrimonio e dell’ambiente, Davide Spirito. «Ho fatto presente decisioni sbagliate come uno spazio troppo piccolo tra un filare e l’altro e l’aratura, che ha comportato una notevole presenza di ambrosia, lasciata oltretutto andare in fioritura. In un terreno stabile, non serviva assolutamente l’aratura in quanto dannosa. Sin dal primo anno, molte specie meno resistenti, come tasso e agrifoglio, sono state sommerse dall’erba e successivamente tagliate. Ad oggi, è sufficiente il taglio delle infestanti durante il periodo autunnale, in modo tale da non arrecare nessun danno alle piante e agevolare in questo modo la biodiversità».

Non basta: per Vignati «il prato dovrebbe essere lasciato incolto in modo tale da trattenere l’umidità, evitando il surriscaldamento del suolo visto che ci stiamo avvicinando all’estate. Andrebbero tagliate invece tutte le infestanti sul confine con le proprietà, lasciando rovi alti fino a un metro e mezzo. Sicuramente, non sto chiedendo di farlo adesso in quanto ci sono molte specie in nidificazione. Faccio presente infine che tutti i prati gestiti da Forestami sono invasi da reti di plastica sminuzzate (come quella qui a lato), che dovevano servire come protezione alle piantine messe a dimora».
Il sindaco Modica: «Chiesti chiarimenti»
Da parte sua, il sindaco Matteo Modica ammette: «Certamente l’intervento eseguito da ultimo non è stato ottimale. Nel merito abbiamo richiesto già chiarimenti a Forestami e non mancheremo di darne corretto riscontro al richiedente. Peraltro oggi, passando dall’area, la situazione risulta migliore di quanto descritto».
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