Rigurgiti

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Mario Volontè, assessore Udc a Lonate Pozzolo

Questa non l’avevamo ancora sentita: “Oggi c’è un rigurgito antifascista”. Ipse dixit Mario Volontè, assessore all’Urbanistica di Lonate Pozzolo, esponente di un partito che non esiste quasi più: l’Udc. E lo dice convinto durante l’assemblea civica di un Comune spesso alla ribalta della cronaca per episodi e dichiarazioni sorprendenti, stravaganti, inquietanti. Volontè capovolge il significato di una frase spesso usata ma per sottolineare i “rigurgiti fascisti”, non certo antifascisti. Caso mai, l’antifascismo simboleggia nobili ideali in contrasto con tutto ciò che di antidemocratico ha rappresentato e rappresenta il fascismo.

Volontè fa anche di più: afferma che non condanna chi si sente fascista, l’importante è che non agisca per attualizzare il partito che fu della Buonanima e che la Costituzione, nata dalla Resistenza, vieta in tutte le sue forme. La Costituzione, non il personale codice di un amministratore locale che giustifica camicia nera e manganello se però restano un pensiero, un’aspirazione, una adesione concettuale. “L’importante – è la sintesi del suo discorso – è garantire la libertà delle idee, qualunque sia”. Né più né meno come accadde a maggio di un anno fa quando, a Gallarate, “si garantì” la libertà di espressione dei partecipanti al Remigration Summit, che riunì in un teatro una schiera di dichiarati razzisti europei.

Tutto lecito: a questo punto anche chi scrisse il Mein Kampf esprimeva soltanto un’idea. Sappiamo poi quali furono gli sbocchi nel concreto. Ma tant’è, Lonate Pozzolo fa scuola. Alle elezioni, una candidata del centrodestra fece notizia per essersi tatuata il Sieg Heil, il saluto alla vittoria proprio dell’autore del Mein Kampf, così per dire. O ancora, sempre durante un consiglio comunale di alcuni anni fa, fu rivelato dal capogruppo leghista che nella strage alla stazione di Bologna del 1980 intervenne la mano dei Palestinesi “che fecero esplodere un loro vagone in transito”. Decenni di indagini, processi e sentenze su quel tragico attentato cancellati in un amen. Invece, la sindaca Elena Carraro, in un’altra occasione, espresse via Facebook il desiderio “dell’estinzione di qualche essere umano” colpevole non si sa bene di cosa. Anche allora polemiche e finanche una denuncia contro i giornalisti rompiballe.

Per chiudere in bellezza con il mega raduno di 500 Hammerskins europei nella tensostruttura della Pro loco. Era il novembre dello scorso anno, nessuno si è mai assunto la responsabilità di quella “festa” di nazisti. Nessuno ne diede notizia, persino le forze dell’ordine negarono di essere a conoscenza dell’appuntamento lonatese. Il consiglio municipale ne ha discusso lunedì 30 marzo in scia a una mozione delle opposizioni. Tranchant Volontè: “Non possiamo essere d’accordo nel limitare le idee delle persone. La Costituzione vieta la ricostruzione del partito fascista, non di esserlo. Io voglio garantire anche il fascista che si sente fascista”. Appunto, rigurgiti.

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