Una crisi di governo irrazionale e incomprensibile

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Come possiamo spiegare la crisi di governo attuale a un tedesco o a un qualsiasi cittadino Europeo dopo aver chiesto e ottenuto una valanga di soldi per la Pandemia? Soldi garantiti dai cittadini Europei si intende. In queste ore i commenti scioccati e ironici dei giornali stranieri testimoniano la loro impossibilità di comprendere quanto sta accadendo nel nostro paese. Lo stesso vale per i cittadini italiani, basta andare al mercato o dal panettiere per sentire la gente, sbalordita davanti alla situazione surreale creatasi.

In questi anni abbiamo considerato l’Europa un’entità insensibile governata da cinici burocrati; complice la disgraziata Pandemia abbiamo contribuito finalmente a rilanciarla dando una positiva impressione di noi; oggi, nel giro di pochi mesi torniamo a dare il peggio ritornando ai nostri stereotipi. Merito della politica nostrana, o meglio, di Italia Viva, il partito del 3% creato coi voti in fuga dal PD. Il capriccio fa subito rialzare lo Spread e il prezzo da pagare è caro: 8 milioni di euro in un solo giorno.

Sono tra i pochi democratici a non aver sostenuto Renzi nelle competizioni interne. Oggi ne vado fiero ma è una magra consolazione. Nonostante tutto gli sono rimasto fedele quando era segretario stando in minoranza. In un popolo cresciuto a pane e partecipazione, il leader toscano si è imposto con l’immagine della propria persona. Ho confidato all’inizio nel suo spirito intraprendente e in alcune sue iniziative. Poi la sua retorica ha preso il largo: i discorsi costruiti come Format di convention aziendali, gli ossequiosi seguaci abbagliati a prescindere dalla sue luce, l’intestarsi la patente di unico riformista del paese, il personalismo all’eccesso, il disinteresse per le tematiche sociali e cosi via. Da speranza a piazzista di sogni, da riformatore ad abile Vanna Marchi della politica; il tutto al servizio di un ego smisurato. Autoproclamatosi rottamatore ha finito per rottamare i valori del centro sinistra, i diritti dei lavoratori, e ora si spera anche se stesso visto quanto si augurano gli italiani.

Nel pieno di una pandemia, la stabilità e l’impegno di un Governo sono essenziali per rispondere alle emergenze dei cittadini. Renzi compie un grave errore, ora rischiamo di pagarlo tutti. Invece di proseguire nel lavoro per migliorare insieme il Recovery Plan, come da lui giustamente invocato e come fatto in queste settimane su sua stessa sollecitazione, ha scelto di aprire una crisi dall’esito incerto nonostante avesse ottenuto consistenti garanzie. Un atteggiamento populista, un’arroganza tipica del personaggio purtroppo non nuovo all’azzardo. Stavolta è andato oltre ogni aspettativa, giocando con la sorte degli italiani. Nel periodo più difficile dal dopoguerra dal punto di vista sanitario, economico e sociale nessuno sentiva la necessità di una crisi di governo. Il rischio di tali accadimenti è lo scollamento della politica dai cittadini. Oggi non ci resta che sperare di trovare rapidamente una soluzione per il bene del Paese. Al Presidente Mattarella spetterà di nuovo l’arduo compito di ricomporre i cocci.

Mauro Rotondi
consigliere Pd Saronno
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