Nuove rotte di Malpensa, i comitati: «Sperimentazione angosciante»

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MALPENSA – Il tema più attuale riguarda la sperimentazione, avviata il 18 aprile, delle nuove rotte di decollo. E mentre i sindaci del territorio – insieme ai vari enti coinvolti – cercano di individuare la soluzione migliore per garantire lo sviluppo di Malpensa, i comitati prendono posizione: «Una logica angosciante», dice Massimo Uboldi di Unicomal. Che prova a spiegare come si immagina il futuro dell’aeroporto e dei suoi legami con il territorio. Senza dimenticare la brughiera, uno «scrigno di biodiversità», specifica Claudio Spreafico del coordinamento Salviamo il Ticino.

Il futuro di Malpensa

Secondo Uboldi la «vera questione» è che «manca un piano aeroportuale lombardo». Nel senso che «esistono altri scali dove è possibile orientare i voli e, quindi, limitare quelli a Malpensa, in particolare per la Cargo City sui voli notturni». Insomma, insiste per una «pianificazione che ridistribuisca i voli». Parla poi del Masterplan e di tutti «gli interventi infrastrutturali proposti». Ma anche di «lavoro e salute». Per il coordinatore di Unicomal «è evidente che ci sono problemi salariali e una riduzione dei diritti, inoltre sono aumentati gli infortuni». Come deve essere la Malpensa di domani, quindi? «Chiediamo rispetto delle regole e delle esigenze della popolazione».
Senza dimenticare la tutela della brughiera, un argomento centrale ancora oggi. Lo ricorda Spreafico: «C’è stata una grossa presa di coscienza del territorio, che vede nella brughiera l’opportunità i vivere meglio e amare il territorio».

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