BUSTO ARSIZIO – Isabella Tovaglieri contro tutti. Ne ha per Brando Benifei, l’europarlamentare del PD che, nella sua Busto, ha attaccato i colleghi della Lega che «non fanno niente a Bruxelles e passano il tempo a girare sul territorio». Lui, però, attacca l’eurodeputata leghista, «si palesa a Busto una volta ogni cinque anni solo per prendere voti». Ma ne ha ancora, e soprattutto, per Marco Reguzzoni, l’ex leghista oggi in lista con Forza Italia, che «fa un dramma per i vigili che gli hanno chiesto i permessi per una manifestazione. Siccome mi riesce difficile credere che gli abbiano strappato il microfono di bocca, forse è lui che ha ritenuto opportuno interrompere un comizio di fronte a dieci persone».
L’accusa e l’appello
«Pensavo di confrontarmi sui contenuti con i miei competitor invece devo rispondere solo ed esclusivamente ad attacchi personali – contrattacca Isabella – capisco che per far vedere che esistono devono tirare in ballo me, ma ad entrambi lancio un appello. Parliamo di temi concreti e confrontiamoci. Io mi rendo conto che per loro sia difficile rivendicare quanto sia bello votare per Ursula Von der Leyen, però questo non deve spostare l’attenzione rispetto all’obiettivo di presentare un programma credibile agli elettori».
Per Reguzzoni
Attacchi personali. Tovaglieri si riferisce in primis a Marco Reguzzoni, a cui aveva già risposto – con il segretario provinciale Andrea Cassani – dal palco della sua festa alla Pro Busto. «Con fare paternalistico mi dice che ho tanto da imparare, poi dall’alto della sua esperienza sono tre giorni che monta un caso perché i vigili gli hanno chiesto di vedere i permessi al gazebo. Anche da me cinque anni fa, quando avevo fatto la festa di chiusura della campagna elettorale in piazza San Giovanni, erano venuti gli agenti di Polizia locale a chiedere se c’erano le autorizzazioni, ma non ne feci un dramma o una questione di censura. Mostrai semplicemente i permessi e finì lì. I vigili fanno il loro mestiere, ma mi sembra difficile immaginare che gli abbiano tolto il microfono di bocca. Probabilmente è lui che ha ritenuto opportuno interromperlo perché stava parlando di fronte a dieci persone…».
E per Benifei
Poi l’eurodeputata della Lega ne ha anche per Brando Benifei del PD: «Mi fa piacere che a 25 giorni dalle elezioni si ricorda che esiste Busto Arsizio, perché non si era mai presentato oppure se l’aveva fatto non se n’era accorto nessuno. Ci siamo invece accorti delle politiche scellerate che lui ha votato in Europa – attacca Tovaglieri – poi capisco che per lui e per il compagno Pedotti sia difficile rivendicare quanto sia entusiasmante sostenere l’agenda Ursula quindi devono buttarla in cacciara tirando in causa me. Io intanto non avrò fatto niente, come sostiene Benifei, ma con il mio lavoro in opposizione ho fatto sì che venisse smantellata quella “porcata” delle case green. Che invece lui ha votato, anche nell’originaria versione che avrebbe costretto i cittadini di Busto a ristrutturare casa in classe D entro il 2030. E parliamo di 15mila case per un totale di 712 milioni di euro di spesa. Adesso le tempistiche sono più dilazionate ma ancora non si è capito chi li mette quei soldi». Da Isabella arriva anche una difesa per l’amministrazione comunale di centrodestra: «Benifei dica quel che vuole, ma i fatti dicono che Busto ha fatto il pieno di fondi PNRR. Lui piuttosto, che si palesa in città solo per prendere voti alle europee, dovrebbe tirare le orecchie ai suoi che stanno in opposizione da trent’anni, ed evidentemente perché non la sanno fare bene».
