BUSTO ARSIZIO – «Se tutti faranno la propria parte, la Tari potrà diminuire». Ad annunciarlo, per voltare pagina rispetto alle polemiche in corso, è l’amministratore unico di Agesp Spa Francesco Iadonisi, all’indomani del tesissimo incontro pubblico di Borsano in cui è stata illustrata la rivoluzione del sacco azzurro per la raccolta rifiuti di Busto Arsizio. «Ma non si può ridurre questa operazione solo ad un fatto economico – sottolinea Iadonisi – lo facciamo per il bene dell’ambiente, tema di cui molti si riempiono la bocca ma poi quando c’è da metterlo in pratica…».

Iadonisi (nella foto), serata non semplice a Borsano?
«Io però ringrazio tutti quei cittadini che a fine serata si sono avvicinati per portarmi la loro solidarietà, dissociandosi da certi comportamenti scorretti e poco educati. E ringrazio per la sua presenza l’assessore Artusa che ha contribuito in maniera fattiva all’organizzazione della serata, così come tutti coloro che sono venuti con uno spirito costruttivo, mentre chi viene solo per criticare a prescindere può anche starsene a casa».
Crede che ci sia qualcuno che strumentalizza questa vicenda?
«Voglio sperare di no. L’amministrazione, che ringrazio, ci ha dato il mandato a realizzare questa operazione che è a favore dell’utenza e della cittadinanza, per un fattore economico ma anche ambientale. E lasciatemi dire che se c’è riuscita Legnano, che è vicina a noi ed è una città più piccola, non credo che i bustocchi possano essere da meno e non essere in grado di fare quello che ha fatto Legnano».
Dunque è convinto che Busto ce la farà a fare la rivoluzione del sacco azzurro?
«Ci sarà una prima fase di assestamento dove si potranno porre in essere dei miglioramenti, ma se ci troveremo di fronte cittadini propositivi nella messa a regime del servizio, potrà essere solo un vantaggio, altrimenti diventerà più difficile. Io sono convinto che, dopo un primo momento di massima elasticità da parte nostra, senza sanzioni e lasciando la raccolta settimanale, mi aspetto che anche l’utenza abbia quella elasticità nel collaborare per raggiungere l’obiettivo. In molti altri comuni la tariffa puntuale c’è da tempo, con il ritiro quindicinale dell’indifferenziato, e non risulta che ci siano mai stati problemi di igiene, per citare una delle critiche che vengono fatte».
Eppure i dubbi e le criticità sollevate dai cittadini non mancano…
«Quando si cambiano le abitudini è normale che ci sia resistenza. Ma noi stiamo solo cambiando il colore del sacchetto dell’indifferenziata per spingere sulla raccolta differenziata, chiedendo ai cittadini la massima attenzione sulla divisione dei rifiuti. Più ricicliamo, più generiamo introiti a vantaggio dei cittadini».
Quindi ci potrà essere un risparmio sulla Tari?
«Se tutti fanno la propria parte, sì. Chiariamo bene che con gli introiti della tariffa rifiuti non si finanzia nient’altro che il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti. Non lo dico io, ma lo dice la legge. La tariffa rifiuti è una partita di giro: se spendo 100 devo incassare 100. Si prende il costo della raccolta e dello smaltimento a carico di Agesp, si sottraggono i ricavi della raccolta, come la vendita dei materiali remunerativi destinati al riciclo, e la differenza che rimane viene ribaltata sull’utenza che paga la Tari. Al Comune e ad Agesp non rimane “in tasca” un euro. Solo con una raccolta differenziata fatta bene – evitando che, come succede oggi, materiali riciclabili finiscano erroneamente nell’indifferenziato – si può rendere il servizio meno costoso per il cittadino, che ridurrebbe la quota variabile della tariffa, e per Agesp, che pagherebbe meno per lo smaltimento di quei rifiuti. Senza contare il guadagno in termini ambientali».
Secondo lei la questione ambientale viene sottovalutata?
«Ridurre la quantità di rifiuti che non possono essere riciclati non solo dovrebbe essere un dovere civico di tutti, ma è anche una linea guida a livello regionale, nazionale ed europeo, con determinati indicatori da raggiungere. Però mi lasci ricordare che, sotto questo punto di vista, i primi mesi di sperimentazione a Sant’Edoardo hanno dato ottimi risultati. Il che significa che siamo in grado di fare anche più di quello che pensiamo».
E a chi chiede di quantificare già da subito i risparmi cosa risponde?
«Per prima cosa un risparmio certo ci sarà già, per le utenze non domestiche che potranno detrarre l’IVA al 10%, con il passaggio da tassa a tariffa. Per il resto invece il vero dato si avrà solo dopo la costruzione della tariffa».
Pannolini e rifiuti prodotti dai “pets” restano due nodi da risolvere?
«Per pannolini e pannoloni, come già si fa altrove, il servizio viene erogato gratuitamente all’utenza che ne fa richiesta. La privacy? È un servizio socialmente utile. Per quanto riguarda i rifiuti prodotti dagli animali domestici, finché la raccolta rimane settimanale il problema non si pone e quando sarà quindicinale avremo individuato una soluzione. Aggiungo un altro chiarimento: i rifiuti a rischio di cattivi odori si possono mettere in un sacchetto per evitare la fuoriuscita delle puzze, per poi lasciarli nel sacco azzurro».
