Samarate, Lega: «Di Bari incompatibile in Commissione». Cenci: «Si è già dimessa»

SAMARATE – «Incompatibilità e conflitto di interesse». Temi di cui si comincia a discutere spesso a Samarate. Questa volta è la Lega a chiedere chiarimenti in merito al ruolo ricoperto da un «membro effettivo designato dal gruppo Samarate Insieme nella Commissione Servizi sociali, pari opportunità, politiche di inclusione». Il riferimento va a Rita Di Bari, presidente della Fondazione Zaccheo, la comunità socio sanitaria e casa alloggio per disabili a San Macario. Per questo motivo il Carroccio ha presentato un’interrogazione ad hoc, discussa ieri sera – 27 marzo – in consiglio comunale. È stato Alessandro Cenci di Si a fare chiarezza: «Si è già dimessa».

I dubbi della Lega

Alle Amministrative di giugno 2024, Di Bari si è candidata con Samarate Insieme. È stata la più votata della lista civica (44 preferenze) che si era riunita intorno ad Alessandro Cenci, oggi unico esponente Si fra i banchi della maggioranza. A Di Bari è stato invece affidato il ruolo della vicepresidenza in una delle Commissioni. Che è poi diventato motivo di dibattito in aula. La Lega si è affidata al regolamento delle Commissione consultive, citando testualmente: «In caso di designazione di cittadini, gli stessi non devono trovarsi in nessuna delle condizioni di ineleggibilità ed incompatibilità previste per la carica di Consigliere Comunale». È la premessa per sollevare il caso: «Il membro effettivo designato dal gruppo consiliare di Si risulta essere (da curriculum, presentato alla candidatura nella lista SI e come risulta dall’intervento in commissione del 24 febbraio) presidente di una fondazione operante a Samarate in campo socio assistenziale». Una realtà «che riceve, per servizi offerti all’ente, somme di alcune decine di migliaia di euro annue». Fino all’affondo: «Assolutamente e inopportunamente, detto commissario nella seduta del 24 febbraio ha offerto altri nuovi servizi della Fondazione all’amministrazione comunale. Non si comprende se in quel momento rappresentasse gli interessi dell’amministrazione o della Fondazione».

«Incompatibilità o conflitto di interesse?»

Da qui, l’interrogazione per sapere «se l’amministrazione comunale, a cui sono tanto a cuore i principi di incompatibilità e di conflitto di interesse, ritiene che detto commissario si trovi in conflitto di interessi» o «nelle condizioni di incompatibilità normate dalla legge». E se «intende attivare procedure similari a quelle previste dal Tuel per contestare e rimuovere le cause di incompatibilità».
Cenci ha quindi spiegato che «si è già dimessa». A margine della seduta ha poi messo in chiaro che «mi ero già mosso con il segretario comunale per capire se ci fosse l’incompatibilità. Alcuni documenti raccontavano che la questione era già presente nel 2020, quindi anche con la vecchia maggioranza. In ogni caso è stato subito risolta»

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