MILANO – La vendita dello stadio di San Siro ai club di Inter e Milan finisce sotto la lente d’ingrandimento del Tribunale amministrativo regionale. È partito il primo ricorso al Tar contro la delibera comunale, un’iniziativa promossa dal Gruppo Verde San Siro, un’associazione di residenti del quartiere che si definiscono trasversali e non schierati.
L’azione, assistita dai legali Stefano Nespor e Federico Boezio, non è un ricorso ex novo, ma l’aggiunta di “motivi aggiuntivi” a un procedimento già avviato. L’obiettivo è chiaro: ottenere l’annullamento della delibera del Consiglio comunale del 29 settembre 2025 (approvata nelle ore notturne tra il 29 e il 30), l’atto con cui il Comune ha dato il via libera alla cessione dello stadio Meazza e delle aree annesse.
L’arma della sospensiva
Il Gruppo Verde San Siro chiede innanzitutto al Tar la sospensione immediata degli effetti della delibera. Questa mossa è cruciale per impedire che, prima dell’udienza di merito, venga stipulato il contratto di vendita che sancirebbe il passaggio di proprietà.
L’urgenza dei residenti si scontra direttamente con quella dei due club. Inter e Milan hanno infatti un solo obiettivo: chiudere l’affare prima del 10 novembre. Perché questa fretta? In quella data, scatta l’allarme vincolo culturale. Secondo la Sovrintendenza, il 10 novembre 2025 scatterebbero i 70 anni dal collaudo del secondo anello (datato 10 novembre 1955). Se questo limite venisse superato con il Meazza ancora in mano pubblica, il vincolo scatta automaticamente, rendendo complessa la demolizione.
L’80% del Meazza a rischio abbattimento
È un vero e proprio conto alla rovescia. Se lo stadio diventa proprietà privata prima della scadenza dei 70 anni, il vincolo non può più operare in automatico. Questo permetterebbe ai due club di procedere con il loro piano: abbattere circa l’80% della struttura attuale per realizzare il nuovo impianto e le aree commerciali previste. La scadenza è stata contestata in passato, ma il rischio rimane il fattore trainante della corsa all’acquisto.
Intanto, i residenti annunciano che la battaglia legale è solo all’inizio. Il Gruppo Verde San Siro ha già messo in cantiere un altro ricorso per l’annullamento della stessa delibera e degli atti connessi, sollevando presunte violazioni del procedimento di approvazione e delle normative ambientali. La partita per il futuro di San Siro si giocherà, dunque, tra le aule del tribunale e le scadenze del calendario.
