SAN VITTORE OLONA – Pubblichiamo il commento del gruppo di opposizione Io Partecipo-Daniela Colombo Sindaco al bilancio preventivo del Comune di San Vittore Olona approvato nei giorni scorsi dalla giunta di centrodestra.
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Poche idee quelle del sindaco Zerboni e dei suoi assessori, e anche quelle estremamente confuse, quindi la cosa più semplice è scaricare su altri le colpe della propria inadeguatezza. Continuano infatti, su questa linea, gli attacchi della nuova amministrazione alla precedente. Non si capisce se il sindaco Zerboni e la sua giunta ci siano o ci facciano. Infatti, non si comprende se le dichiarazioni del sindaco siano frutto di una incapacità e approssimazione colpose, oppure di una dolosa disinformazione finalizzata ad indurre in errore i sanvittoresi per occultare l’inadeguatezza della sua amministrazione a gestire il bilancio.
Innanzitutto, al consiglio comunale del 30 novembre scorso che prevedeva una votazione sulle variazioni al bilancio 2024 – approvato dalla precedente amministrazione – e sul DUP 2025-2027 – tutta farina del sacco di Zerboni & C. – alle parecchie e circostanziate domande a chiarimento da parte delle minoranze, l’assessore al bilancio Noemi Marrone ha risposto unicamente “mi devo informare, glielo farò sapere la prossima volta”. Peccato che per votare le variazioni con un minimo di consapevolezza le informazioni sarebbero servite subito, in quella sede, non al consiglio comunale prossimo venturo. Il sindaco ha cercato di mettere qualche pezza al vuoto totale, ma in alcuni casi le pezze sono state peggio dei buchi.
Sui campetti spesa vincolata per 20 anni
Zerboni, infatti, dovrebbe spiegare che cosa c’entrano i campetti di via Alfieri e il nuovo Auditorium con l’aumento delle tasse. Ricordiamo a chi non ha molta dimestichezza col bilancio comunale che le tasse, le imposte e le tariffe dei servizi erogati dal Comune vanno tutte a finanziare la “spesa corrente”, cioè quella che assicura il funzionamento della macchina comunale (stipendi dei dipendenti, utenze, acquisto di beni e servizi che servono al comune) e non la “spesa in conto capitale”, cioè gli investimenti (ristrutturazione campetti di via Alfieri, realizzazione del nuovo Auditorium, opere pubbliche in generale) che possono essere finanziati con mutui, con gli oneri di urbanizzazione, nonché con l’avanzo di amministrazione. Se anziché scegliere la forma del PPP (partenariato pubblico privato) per ristrutturare gli impianti sportivi Malerba e via Roma, la precedente amministrazione avesse acceso un mutuo o un’altra tipologia di contratto, scelta del tutto legittima, la spesa sarebbe stata “in conto capitale”, quindi un investimento. Il canone del PPP (pari a circa 120.000 euro annui) invece graverà la “spesa corrente” del Comune per altri 19 anni e quindi l’amministrazione dovrà fare bene i conti se vorrà far funzionare tutti i servizi ai cittadini; se non lo farà l’unica alternativa sarà un ulteriore aumento di tasse e tariffe.
Ora avete gli elementi basilari per comprendere e giudicare se le motivazioni addotte dal sindaco Zerboni, già assessore al bilancio per un decennio, quindi con un certo pedigree nella capacità di amministrare, per giustificare l’aumento “forzato” di tasse, imposte e tariffe siano condivisibili o meno.
Grottesco accusarci di non aver aumentato le tariffe
Che dire poi dell’accusa grottesca avanzata dal sindaco alla precedente amministrazione rea di non aver aumentato tasse e tariffe? A nostro parere ci sarebbe solo da esserne orgogliosi dal momento che i servizi forniti ora sono sempre i medesimi del periodo precedente. Avete forse visto negli ultimi sei mesi la raccolta settimanale dell’indifferenziato, nuove telecamere o un maggiore decoro del territorio comunale?
Ricordiamo al sindaco Zerboni che la precedente amministrazione le tasse non solo non le ha aumentate, ma le ha pure diminuite: l’aliquota dell’addizionale comunale IRPEF è passata dalla percentuale unica dell’8 per mille con una franchigia di esenzione per i redditi fino a 15.000 euro – com’era quando al governo del paese c’era lui – ad aliquote differenziate in base al reddito di ogni cittadino sanvittorese con una franchigia, cioè esenzione dal pagamento dell’addizionale comunale, di 17.000 euro. Sarà stata poca cosa, ma ci è sembrato un criterio fiscale più equo, soprattutto nei confronti delle persone con redditi bassi.
Inoltre, le tariffe non sono mai state aumentate se non per l’adeguamento all’inflazione programmata e non a quella reale (che è stata maggiore dell’aumento operato e che si è ritenuto di tenere a carico del Comune). E tutto questo per la consapevolezza della difficile situazione vissuta dalle famiglie che purtroppo hanno dovuto sopportare negli ultimi anni aumenti significativi delle bollette e del costo della vita. Si è stati in grado di gestire il Comune con le entrate a disposizione, senza chiedere ulteriori sacrifici ai sanvittoresi, prestando la massima attenzione volta per volta alla spesa e decidendo le priorità degli investimenti; atteggiamento che abbiamo auspicato sin dall’inizio anche da parte della nuova amministrazione, ma rimanendone al momento delusi. Purtroppo, questa incapacità la pagheranno i cittadini di San Vittore Olona che si troveranno gli annunciati aumenti di tasse, imposte e tariffe, come già è avvenuto per l’asilo nido.
Lista Io Partecipo-Daniela Colombo Sindaco
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